…e menomale che non ho aspettato questo sequel (che almeno hanno avuto il buongusto di non presentarci come tale, peraltro mentendo, perchè senza avere visto “L’ultimo bacio” di questo sarebbe capito ben poco e diventa anche più brutto di quanto non lo sia) con la stessa ansia con cui ho atteso altri tipi di seguiti.
In una parola: Delusione.
Certo, attendersi ancora di più rispetto al “L’ultimo bacio“, mi sembrava quasi impossible. Ma se le cose si devono fare tanto per, forse è meglio non farle.
Non è mai facile fare un seguito, non prendiamoci in giro, perchè di seguito si tratta. Ma molto di tutto il buono che era stato costruito è stato abbattuto con un bastione carico di mal di vivere tanto per il gusto di avercelo, di sciocchi rimpianti e inutili piagnistei perchè la vita è stata ingiusta e noi (o meglio, loro) siamo stati solo troppo stupidi per aver visto le cose più difficili di quanto non fossero.
Non mi dilungherò affatto sulla trama un po’ riappiccicata dei soliti cinque vecchi amici, che se prima erano alle prese con le donne errate, con i sogni e con le paure dei trent’anni, adesso sono alle prese con gli errori dei quaranta, con quelli delle loro donne e con figli vari ed eventuali. Si sa, la famiglia è un affaraccio e fare il genitore è il mestiere più complicato del mondo. I politici sono tutti ladri e non ci sono più le mezze stagioni. Finiti i luoghi comuni rimane solo il destino crudele, non vi sembra?
Rimpiazzata Giovanna Mezzogiorno arriva Vittoria Puccini, che ci può anche stare, se non fosse una dizione non proprio perfetta che ci ricorda, più di quanto vorremmo, la sua concittadina Martina Stella (e lo dice una fiorentina).
Gli altri fanno del loro meglio, e non solo male, escludendo ovviamente l’attrice nel ruolo di Veronica, la moglie di Favino, che se non è una professionista, la cosa non mi stupisce, e che ha avuto una occasione d’oro sia nel ruolo, per quanto patetico, sia per essere stata richiamata in una ben maggiore visibilità rispetto alla posizione più marginale del “l’Ultimo Bacio” esibendoci infatti una prestazione non all’altezza.
Qualcosa in più mi ha dato invece Valeria Bruni Tedeschi, che senza sforzo e con una naturalezza da professionista rende credibile il suo personaggio, staccandola quasi dagli altri in questo scalino di bravura che dà quasi fastidio e sembra far risultare lei come quella sbagliata.
L’unico personaggio sviluppato un po’ meglio, e l’unico in grado di strapparci un sorriso amaro è quello di Pierfrancesco Favino, (che finalmente ha avuto la sua rivalsa come attore e che ad oggi merita più di tutti gli altri del cast) il quale, da marito tradito, ci da una sferzata di non ovvietà, interpretando un uomo che cerca di capire i suoi errori e di porvi rimedio in silenzio e quasi vergognandosi di se stesso per non capire in cosa ha sbagliato, evitando così di fare il solito marito cornuto incazzato con la lupara, il colletto bianco e lo scacciapensieri, o meglio fa anche questo. Ma lo fa da dio.
Muccino Senior è tornato dagli States con la voglia di fare il botto, mettendoci quanto di più americano potesse (non che io sia contro, ma in questo caso, non ci stava proprio), impegnandosi in piani sequenza infiniti degni di Brian de Palma (ma senza sostanza), infilandoci puri e semplici riempitivi (al vano scopo di farlo durare 2 ore e mezzo, mah!) e dimenticandosi purtroppo che spesso, se ci si impegna, le cose più belle sono anche quelle più semplici.
http://www.youtube.com/watch?v=Oh0rJroPYmw
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