Barry Lyndon

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barrylyndon-2007dvdCi si pone una domanda: la storia è imparziale? E non parlo di una trama o di una sceneggiatura, ma di quella storia, che inizia dal momento in cui si comincia ad aver voglia di dare una forma scritta ad un pensiero (per quanto semplice e banale sia) e che si dirama in miliardi di sfaccettature, di misteri, di inganni, di cospirazioni e di scelte, tutto rigorosamente a mente fredda, in altre parole, un immenso insieme di fatti.
Questi fatti, visti a cuore spento e a mente aperta, ci portano solo ad altri fatti che si susseguono in un continuo alternarsi di fatalità, di scene madri, di errori umani, e di ideologie varie e, se non fossimo intaccati dalle leggi etiche e dagli insegnamenti dei nostri avi, noi potremmo tranquillamente giudicarli con logica, facendoli susseguire e osservando quale insieme è stato il più idoneo per vivere tranquilli.

Questo, però, ci porterebbe a scoprire qualcosa di molto brutto: non esistono momenti in cui vivere è stato più semplice, o in cui servisse un minor sforzo per restare al mondo, perché anche i problemi più grandi che ci ritroviamo ad affrontare sono proporzionali al grado di evoluzione di una società, in fondo, noi oggi, invece di esercitarci nell’arte della spada, ci esercitiamo in quella della menzogna, i colpi di stato non vengono più eseguiti entrando in parlamento con un esercito pronto a fare una strage, ma distruggendo verbalmente la credibilità dei nemici.

E poi, noi siamo comunque umani, ed è praticamente impossibile ragionare senza tirare in ballo emozioni, sentimenti, esperienze di vita o convinzioni indissolubili.
Dobbiamo sempre identificare un buono ed un cattivo, o comunque trovare sempre qualcuno che ha più ragione di qualcun altro e che si meriti veramente di vincere, abbiamo bisogno di scaricare le colpe di tutto sulle spalle degli altri ed identificare i colpevoli come i cittadini pericolosi.

Ma se ciò in realtà fosse solo un’ illusione? Se veramente piovesse sia dalla parte del bene che dalla parte del male? O ancora, e se non esistessero neanche i buoni e i cattivi ma delle sfumature infinite ed infinitesimali di tutti e due i fattori dentro ognuno di noi?
Questo vorrebbe dire, se la risposta a tutte queste domande è si, che la storia è imparziale, che il tempo e il caso (o il destino che sia) non perdonano nessuno, che piove su tutto e su tutti e vince quello che affoga per ultimo (anche se è una vittoria breve), che il bene e il male sono contemporaneamente in tutte le cose (e quindi sarebbe come dire che sono due sfumature di un unico colore che pervade ogni singola cosa), e che non esistono certezze o stili di vita che ci permettono di dire “se faccio questo, sarò sicuro di riuscire a raggiungere tutti i miei obbiettivi”.

Non è forse questo il significato globale di Barry Lyndon?
Forse, perché che Kubrick sia sempre stato cinico nell’esporre il suo pensiero lo si era capito da tempo… a Orizzonti di Gloria, tre soldati che non avevano fatto altro che restare vivi, vengono fucilati per atti di codardia, ad Il Dr. Stranamore, la terra viene distrutta dalla nostra ignoranza, ad Arancia Meccanica viene fatta la descrizione di un prossimo futuro dominato da violenza, corruzione, controllo mentale e dittatura.
Con 2001: Odissea nello Spazio aveva dimostrato di sperare che alla base di tutto questo caos, ci fosse un grande ordine superiore, che trascendeva ogni pensiero logico ed era costituito da pure sensazioni; ma qui, non c’ è più il tempo di sperare, il viaggio di Redmond si svolge lungo tutta l’ Europa del Settecento, è una pseudo avventura romantica dove si alternano guerre, atti eroici, epicismi tipici delle epopee, viaggi tra le classi sociali, racconti spionistici, bari di carte, duelli di spade e pistole e quant’altro, tutto per potersi permettere un futuro da benestanti per sempre.

Questo, arriva, e molto più dolcemente di quanto ci si immagini (Redmond non deve fare altro che sposarsi con una bella donna), e con lui arrivano i soldi i riconoscimenti ed un figlio, ma anche l’egoismo, la cupidigia e l’avarizia, che portano a far del male a persone che sanno covare la vendetta molto bene. Dopo una vita di peripezie ed una decina d’anni di sogni realizzati, il protagonista si vede cadere in un oceano di debiti, il suo adorato figlioletto muore in un tragico incidente e la moglie cade in una profonda depressione dalla quale non si riprenderà mai, infine, viene sconfitto definitivamente da persone non migliori di lui.

I personaggi vengono usati e piegati al volere di una sceneggiatura lineare ed incisiva, senza colpi di scena, narrata da una voce fuori campo che ci riallaccia alle scene nei salti temporali. Non c’è più un concetto di individuo, tutte le persone sono vittime dei loro errori causati da errori di altre persone e così via.
La fotografia, oltretutto, rende ancor più impersonale quello che si vede, facendola apparire come un quadro d’ epoca rappresentante una malinconica scena di una celebrazione funebre (ci sono voluti quasi cinque anni per girarlo a luce naturale).

In linea generale e più terrena, il film è uno sbeffeggiamento della tragicità della vita dell’uomo, che non lascia alcun tipo di consolazione per rifarsi gli occhi, è un documento storico perfetto, basato, paradossalmente, su di una biografia falsa di una faccia d’angelo mai esistita, sono tre ore di cinema straordinario, tecnicamente perfetto, scorrevole come una scia d’ olio, amaro come il cacao ed ironico come la vita stessa, nel piccolo di tutti, è.

Humor
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo
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