Un film del 1973 ambientato negli anni ‘30 all’insegna dei gangster, dei truffatori e del new deal.
Johnny Hooker (Robert Redford) e il suo amico Luther Coleman (Robert Earl Jones) sono due imbroglioni di strada che con qualche arguto giochetto riescono a sbarcare il lunario. Uno giorno però, senza saperlo, raggirano un corriere del potente gangster Doyle Lonnegan (Robert Shaw). Luther viene ucciso per ritorsione ed Hooker è costretto a fuggire e a nascondersi. Desiderando vendicare Luther, il giovane chiede aiuto ad un vecchio amico del defunto, Henry Gondorff (Paul Newman), uno dei più bravi ed esperti truffatori americani. Insieme organizzano una “stangata” ai danni di Lonnegan, pianificando la truffa perfetta.
Più che un semplice film, un vero e proprio precursore di genere, padre naturale dei vari “Colpo grosso” o “Ocean’s”, sul genio della truffa e sulla sorpresa dello spettatore che si deve domandare: “e adesso come farà?”
Piacevole, con altri ritmi rispetto a quelli moderni, ovviamente. Con un regista George Roy Hill, poco prolifico ma che ha fatto di questo film la sua perla rara. Uno dei migliori Robert Redford nella parte centrale della sua carriera, ed un intenso Paul Newman già all’epoca famosissimo.
Fotografia buona e più che appropriata, ricostruzione degli ambienti ed i vestiti anni ‘30 lo rendono anche un film in costume consono ma senza spese esorbitanti.
Senz’altro un classico ed un cult immortale, anche grazie all’aiuto della celeberrima colonna sonora al pianoforte, che scandisce le scene e dà ritmo ai momenti più importanti della storia.
Da vedere senza porsi tante domande, e che il corso naturale della storia ci conduca fino alla stangata finale.
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