Lo Squalo

VN:F [1.8.7_1070]

Il voto degli utenti: (clicca per votare):
Rating: 7.7/10 (12 votes cast)

Quanti titoli vengono in mente pensando ai film sugli animali feroci (ma anche normalmente innocui) che sono stati fatti nel tempo? Difficile dare un numero preciso, se si riflette poi sul fatto che gli esseri viventi presenti sul globo sono una discreta quantità… si vedono in giro per i canali del televisore, spesso di notte, spesso all’apice del trash, i cui protagonisti “cattivi” variano da serpenti geneticamente modificati o mortalmente radioattivi (predatori letali, anaconde, pitoni, ecc.) a orche che seminano morte tra i ghiacciai dell’Artide o tra le spiagge a tutto Sole della California (il classico è L’ orca assassina), da formiche indistruttibili che si uniscono per formare un esercito gigantesco contro di noi ad api killer che ci fanno fuori con il loro letale veleno, da vermi giganti immaginari o verosimili che risucchiano le persone da sottoterra a ragni enormi, organizzati e pronti a farci a pezzi; ci sono poi delle piccole variazione sul tema, come i leoni, i calamari giganti, le piovre e chi più ne ha più ne metta; ed infine, ci sono i più gettonati tra le creature “maligne” e sanguinarie che popolano il nostro immaginario, e cioè i coccodrilli (da Quel motel vicino alla palude, a Lake Placid, da Crock ad alcune sequenze di Jumanji e così via) e gli squali, con particolare preferenza per questi ultimi.

Di fatto i titoli di film con gli squali sono tantissimi : Blu profondo, Shark attack uno, due e tre, L’ ultimo squalo, Open water, Jurassick shark, Shark swarm, Shark – rosso nell’oceano e tanti, ma proprio tanti, altri, una lista lunghissima.
Qualcuno ogni tanto, o perché odia a morte il genere o semplicemente perché è un appassionato, si chiede quale fu il primo, e non è che la risposta sia così scontata. In fondo, quello della “bestia” è un tema affrontato da molti, in tutte le epoche e in tutti i campi, è qualcosa che affascina e spaventa contemporaneamente, e già alcune persone avevano tentato di portare sullo schermo questo ambiguo argomento con Tarantola, Il mostro della laguna nera, Assalto alla Terra ed altri B – Movie tra i quali, quello maggiormente considerato (a giusta ragione) fu Gli uccelli di Hitchcock, ma in generale, non furono mai considerati più di tanto; poi, nel 1975, un giovane cineasta da poco regista, che aveva appena esordito con un film semplice ma dal meccanismo narrativo eccellente (Duel) venne scelto per girare il lungometraggio di un romanzo poco noto di Peter Benchley: Lo squalo, che si ispirava a dei fatti di cronaca avvenuti nel 1916, ma che tende molto a calcare la mano sulle citazioni di Moby Dick di Hermann Melville.

Durante le riprese accadde di tutto… il pupazzo del mostro non funzionava ed affondava e c’ era la possibilità che il film non venisse mai concluso, poi per una serie di fortuite circostanze, è arrivato alla conclusione. Alla sua uscita si trasformò da una semplice macchina mangia uomini ad un complesso ingranaggio che risucchia i soldi, un successo stupefacente di pubblico che rimane a tutt’oggi tra i maggiori successi della storia del cinema, nonché uno spartiacque tra due generazioni di far cinema, perché Lo squalo non è soltanto un’ottimo film di genere, ma il big bang della generazione dei blockbuster degli anni ottanta, da cui derivano James Cameron, Ridley Scott e Tutti i grandi “macinatori di soldi” venuti fuori in quegli anni, ed il film simbolo di uno stile immortale, perfezionato nel tempo dai vari successori, ma che non ha mai eguagliato la grandezza del capostipite.

La trama è semplicissima:
uno squalo bianco terrorizza un’ isola americana e tre uomini decidono andarlo a cacciare in mare aperto.

Ma dietro a questa fragile storia si nascondono varie riflessioni sul carattere dell’uomo e sulle sue paure; non è un caso che nella prima parte del film il terrificante pesce non si veda che a pezzetti sfumati e confusi.
Il regista vuole infatti che stimolare la paura e non lo fa attraverso le scene di sangue, che di fatto sono tutte alleggerite o comunque fuori campo, ma mettendoci nei panni della vittima ignara, totalmente immersa nelle gelide acque dell’oceano Atlantico, consapevole che c’è qualcosa immersa con lei che non è per niente amichevole, ma all’oscuro di dove essa sia. Questo è il principio, perché dopo un po’ non è più dello squalo in se che ci preoccupiamo, ma dell’acqua stessa, il mare sembra essersi risvegliato dal suo lungo e tormentato sonno ed è più arrabbiato che mai, e plasma la sua fuoria in un gigantesco, veloce e silenzioso assassino, che quando colpisce, tira giù nei profondi abissi le sue vittime.
Ma la paura per l’ acqua (e non è un caso che il protagonista ne soffra) è a sua volta una metafora di qualcosa di ben più grande, la vera causa di tutte le più grandi paure dell’uomo: l’ ignoto.
Il mare è la vita del pianeta, ma può rappresentare ben più di una minaccia, ed uno dei luoghi più ostili all’uomo, ma la sua potenza non sta solo in ciò che effettivamente è in grado di fare ma anche nel suo mistero: un gigante azzurro, impenetrabile allo sguardo, indistruttibile, abitato da esseri microscopici e giganteschi, meravigliosi e spaventosi, in grado di distruggere città e di sommergere continenti, ma da cui dipende tutto ciò che siamo e che fummo.

La bestia del film è un essere che uccide uomini donne e bambini, che distrugge intere imbarcazione, che fa a pezzi l’ apposita gabbia a prova di squalo che riesce a rimane sott’acqua con tre barili ancorati alla schiena, lungo otto metri e pesante tre tonnellate, ed è una prova da superare per dimostrarci in grado di schiacciare la natura, anche se per poco tempo, e ritagliarci così un angolino di spazio nel piano universale della sopravvivenza; questo tema è lo stesso già adottato a Duel, ma espanso ad argomenti più grandi e filosofici, che si fanno perdonare alcune incoerenze di sceneggiature ed alcune assurdità a livello della storia.

Ad oggi è uno dei film che meglio è riuscito a bilanciare un contenuto degno di questo nome con un’azione genuinamente divertente ed una tensione clamorosa che ancora oggi fa passare la voglia di fare il bagno nel mare.

Un cult che si merita assolutamente la nomea di capolavoro, ma per Spielberg non è ancora il punto più alto della carriera, per quello basterà aspettare appena due anni, con Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Humor
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo
VN:F [1.8.7_1070]

Il voto degli utenti: (clicca per votare):
Rating: 7.7/10 (12 votes cast)
Lo Squalo7.71012
Share and Enjoy:
  • Print
  • Digg
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • Diggita
  • LinkedIn
  • Live
  • MySpace
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Twitter
  • Yahoo! Bookmarks
  • Yahoo! Buzz
  • PDF

Tag: , , , , , ,


Post forse correlati

Lascia un commento

Nome: (Obbligatorio)

eMail: (Obbligatorio)

Website:

Commento: