Memento

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mementoNon è una cosa facile approcciarsi ad un evento rivoluzionario; non si sa molto bene come comportarsi quando ci si trova davanti ad esso, quando si parla di qualcosa che cambia alla radice il senso comune di vedere le cose e, per molti, questo “trauma” è inaccettabile, sia perché sono abituati ad un tipo di realtà diversa, sia perché sono troppo attaccati alla vecchia tradizione.

In questo caso, il film del quasi esordiente Nolan (che trae la sceneggiatura da un racconto di suo fratello), è passato praticamente inosservato, in pochi lo ricordano e, quei pochi, non hanno ben chiaro l’importanza che ha, sia narrativamente che tecnicamente.

Se oggi non avessimo seguito gli insegnamenti di Quarto Potere, molti dei più grandi registi moderni, non si sarebbero mai potuti rivelare per quello che sono (basti pensare ai famosi piani sequenza di De Palma), senza 2001: Odissea nello Spazio, la fantascienza moderna (da Guerre Stellari ai film di Cameron) sarebbe rimasta ai tempi dei disegni sulla pellicola della Disney, senza Nascita di una nazione (al di là delle ideologie razziste espresse) la grammatica cinematografica adottata da tutto il mondo, non esisterebbe. Ecco, se noi all’ inizio del secolo avessimo compreso appieno l’importanza del film di Nolan, oggi non staremmo ancora a sorbirci sempre i soliti blockbuster dimenticandoci cosa significa la parola inventiva, ma potremmo visionare delle opere eccellenti, che la smettono di seguire la tanto relativa linea del tempo, e che, invece, si evolvono secondo uno schema ordinato nel caos temporale.

Memento è in possesso di una narrazione che segue due linee ben distinte, una va al contrario ed è a colori, inizia con l’ultimissima scena (seguendo il nostro modo ordinario di vedere il tempo) e prosegue con quella prima e poi quella prima ancora e così via, l’altra invece, va a diritto (sempre secondo il nostro punto di vista), è in bianco e nero e parte da un punto imprecisato; le immagini a colori seguono la storia, ripercorrono tutto ciò che il protagonista (Leonard) ha fatto dalla fine (inizio) fino al punto in cui si incontra con le immagini in bianco e nero, queste rivelano delle sfaccettature del personaggio, il suo carattere, le sue convinzioni e alcune storie che riguardano il suo passato; i personaggi del film non sono quello che sembrano e cambiano faccia man mano che si va avanti, grazie ad un montaggio “paradossale” ma ordinato, si sfumano in individui di cui è meglio non fidarsi, che passano da assassini a vittime, da innocenti a colpevoli ed altro ancora. Tutto questo viene fuso ad una storia apparentemente semplice: un uomo, inseguito ad un incidente, non può più assimilare nuovi ricordi e per questo è costretto a tatuarsi addosso gli eventi importanti di cui viene a conoscenza e fotografare le persone che incontra per ricordarsi chi sono e se è saggio fidarsi di loro, nel frattempo, da la caccia all’assassino di sua moglie.

La sceneggiatura, basta a giustificare l’impiego di simili strumenti narrativi, che, messi insieme, vanno a creare un immedesimarsi nel protagonista ed una claustrofobia attanagliante, aiutata anche da una fotografia che rende i colori spenti, i luoghi aperti estremamente piccoli e i corpi dei personaggi “imprigionati” dentro loro stessi.

Anche se nessuno se ne è accorto, da qui potevano nascere centinaia di altri film, molti altri registi di tutti i generi immaginabili ed un nuovo stile di fare cinema, ma Memento va oltre questo, perché oltre a cambiare la grammatica di un settore della settima arte, riesce addirittura a fare della filosofia: il colpo di scena finale sfocia in un cinismo cosmico penetrante e ragiona sulla necessità di avere un nemico per dare un senso alla propria esistenza (anche se il nemico coincide con noi stessi), e scaccia così ogni possibile accusa di esercizio di stile fine a se stesso; Nolan è qui maestro nel creare scompiglio nella nostra mente e ci mostra quanto relativo e malleabile sia il punto di vista degli esseri umani. Per il momento ci si ricorda dei due fratelli come i creatori degli ultimi due Batman (anch’essi film eccezionali) e di The Prestige, ma credo (e spero) che in un prossimo futuro, questo loro secondo film verrà, prima riscoperto, poi modificato ed infine seguito.

Humor
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo
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