Ci hai rotto papà

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Oggettivamente non è un bel film, ma il suo valore per me è nostalgico. Visto e rivisto decine e decine di volte nella mia infanzia e un cult dei primi anni ’90 per molti della mia generazione.

Andrea (Elio Germano) è un ragazzino appena trasferito a Roma con la sua famiglia. Dopo alcune prime difficoltà ad ambientarsi, inizia a frequentare alcuni suoi coetanei vicini di casa e compagni di scuola. Questo gruppo di ragazzini ha fondato un club esclusivo chiamato “Gli intoccabili”, come il film di Brian de Palma del 1987, e hanno come sede un vecchio cinema abbandonato. Tra giochi, scherzi agli adulti, e primi amori, Andrea trova degli amici unici in grado di aiutarlo anche in momenti drammatici.

Piccolo vivaio, questo degli “Intoccabili”, in cui il dodicenne e riccoluto Elio Germano inizia la sua carriera di attore, come anche Adriano Pantaleo (all’epoca abbastanza attivo, lo ricorderete forse nel ruolo di Vincenzino in “Io speriamo che me la cavo”) e dove troviamo altri giovani futuri attori come Alessandro Tiberi (doppiatore di un giovane Leonardo di Caprio e protagonista di una serie di successo come “Boris”) e Paolo Vivio (anche lui doppiatore e attore insieme al fratello Marco).

A Franco Castellano e Giuseppe Moccia, meglio conosciuti come Castellano & Pipolo, più che come registi, sento di conferirli il merito come sceneggiatori, dove grazie anche ad un particolare momento della cultura italiana hanno saputo tirare fuori cose, ora dal gusto retrò, come “Il bisbetico domato”, “Attila flagello di Dio”, “Panarea” e la mini-serie “College”.

Momenti magici ma osceni, gli anni ’80, a cui questo film è evidentemente ancora aggrappato. Lo dimostrano alcuni accenni alla vecchia commedia all’italiana di donnine semi-nude per il piacere dei maschietti, la provincialità dei luoghi comuni sulla provenienza dei protagonisti e gli schetch comici scritti a tavolino dove gli attori, che siano bravi o no, non possono aggiungere niente oltre la gag.

Ovvio che il risultato è abbastanza avvilente se lo si guarda con gli occhi da adulto. Da apprezzare è invece il senso nostalgico che “Ci hai rotto papà” ci può offrire: dei bambini che si spostano per la città in bicicletta, che e se li consideriamo come una banda, allora non ci gela il sangue, come adesso, dove pensiamo subito ad un baby-gang; ma ci vengono in mente le belle immagini dei ragazzini di una volta che giocavano nei cortili, delle partite a calcio sotto casa, dei palloni incastrati sotto le 127 e dello scambio delle figurine dei calciatori.

Ripeto, non è certo “i Goonies”, a cui evidentemente si vorrebbe fare riferimento, ma per chi adesso ha tra i 19 e i 25 anni, con questo film, può tristemente ricordare e capire di far parte dell’ultima generazione di un’adolescenza innocente ed ingenua, quando anche noi intonavamo “…noi siamo gli Intoccabili, e voi c’avete rotto…”.

Humor
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo
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1 Commento

  1.  

    giauz ha scritto

    giugno 27 2010 @ 18:33

    ci hai rotto papà è il film simbolo della mia infanzia… si, ci sono dei luoghi comuni insopportabili come il siciliano mafioso e geloso, ma per me rappresenta i miei primi 10 anni di vita.

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