Nishi (Takeshi Kitano), è un investigatore dai modi bruschi e distaccati, che dietro alla sua aria da duro, nasconde molto dolore: la moglie Miyuki (Kaioko Kishimoto) è affetta da leucemia e non ha speranza di guarire, non ha mai superato lo shock di aver visto morire due dei suoi migliori amici durante un’operazione di polizia ed è in debito con gli strozzini della yakuza. Dopo che il suo amico Horibe (Ren Osugi) finisce su una sedia a rotelle in seguito ad una sparatoria e dopo che il medico di sua moglie gli consiglia di riportare quest’ultima a casa, parte con lei per un viaggio.
Archivio per aprile, 2010
“Tony Stark (Robert Downey Jr.) è un eccentrico e geniale inventore di armi belliche che spende e spande il suo denaro tra beni di lusso e donne di ogni tipo. E’ infatti proprietario della La Stark industries che da anni è sinonimo di potere e successo. Tony si reca in Afghanistan per concludere l’ennesimo affare con l’esercito americano ma, mentre se ne sta andando, le auto vengono attaccate e Tony rimane gravemente ferito da una delle sue stesse armi. Si risveglierà come prigioniero, costretto a lavorare per i suoi carcerieri alla costruzione di un’arma, che gli darà invece spunto per una nuova invenzione che gli cambierà per sempre la vita…”
Regia: Jon Favreau
Simon (Bruce Davison), frequenta un’università ed è entrato nella squadra di canottaggio. È un ragazzo spensierato come tanti, ma quando il campo sportivo viene scelto per addestrare le reclute in partenza per il Vietnam, la sua vita cambia: gli studenti occupano la scuola chiamando anche dei veri e propri attivisti di estrema sinistra, e tra rivoltosi e polizia, cominciano degli scontri che terminano con arresti e con pestaggi. Simon, che entra a far parte del gruppo degli occupanti quasi per gioco, si ritrova coinvolto fino al midollo in quello che i ragazzi stanno facendo e decide di aiutarli a qualunque costo.
Murakawa (Takeshi Kitano) è il braccio destro di un boss della yakuza. Viene inviato in missione con i suoi uomini, ma il vero scopo del suo spostamento (anche se non ne è al corrente), è quello di fare da bersaglio ai killer nemici. Dopo un massacro, per evitare altre imboscate, i sopravvissuti si rifugiano in una casa isolata su di una spiaggia e li, attendono di ricevere ordini da Murakawa, il quale deve riflettere su come uscire da quella situazione.
Dal Giappone con furore, o sarebbe meglio dire, con onore, “Beat” Takeshi un ex comico nipponico, piega al suo genio il genere noir, lo manipola e ne tira fuori qualcosa di nuovo e di spaventosamente rivoluzionario.
È la vigilia di Natale, e George Bailey (James Stewart) ha intenzione di suicidarsi, ma Dio, che sta ascoltando le preghiere dei suoi concittadini, chiama un angelo di nome Clarence (Henry Travers) e lo incarica di fargli cambiare idea. Prima di far questo, però, Clarence rivede tutta la vita di George, per capire che persona è, e quali sono i suoi problemi.
Intramontabile capolavoro di Capra, uno di quei film che, negli anni in cui la settima arte stava vivendo le sue rivoluzioni fondamentali (Quarto potere è di appena cinque anni prima, Hitchcock si stava “espandendo” guadagnando sempre più fama, Fritz Lang, Dreyer, Ejzenstejn, e gli pionieri avevano già detto quello che dovevano, e dalle altre nazioni, nuove correnti e nuovi stile stavano nascendo), ha scolpito il suo nome nell’antologia del cinema mondiale.
Un aereo militare precipita nei pressi di una piccola cittadina, e diffonde un potente virus sperimentale (probabilmente in studio come arma battereologica), incurabile ed instabile, che provoca una mutazione del cervello umano che lo porta a compiere atti di violenza inaudita. La città viene messa quarantena e le forze dell’ordine, insieme all’esercito, entrano in azione con l’obbiettivo di uccidere chiunque manifesti i sintomi, questo almeno fin che non verrà trovata una cura. Nel frattempo, un piccolo gruppo di persone scampate ai militari, sta cercando di uscire dall’area sorvegliata.


