C’era una volta in America

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Esiste il film perfetto? La risposta è Sì.

C’era una volta in America è il capolavoro assoluto del cinema sotto ogni aspetto, ultimo film del Maestro Sergio Leone. A guardarlo viene la pelle d’oca, tutto il significato del cinema è racchiuso in questa pellicola dalla durata di quasi 4 ore. Un viaggio nel tempo, nella mente, accompagnati dalla colonna sonora di un altro grandissimo Maestro, Ennio Morricone, su livelli mai realizzati prima.

Ed è proprio la musica che riveste una grandissima importanza, come del resto in tutti i film di Leone. In un’intervista Morricone rivelò che per la composizione delle colonne sonore doveva rappresentare i personaggi. Abbiamo l’impressione, solo dal suono, dello stato d’animo dei protagonisti, che cosa pensano, che cosa provano. Sergio Leone sta al Cinema come Morricone alla Musica, i due grandi amici di sempre, hanno capito lo stretto legame tra le due forme d’arte e mai come in questo film si arriva ad avere un binomio perfetto.

Il film si svolge su tre piani temporali, che possiamo chiamare: passato, presente, futuro.

Si inizia da un avvenimento catastrofico, in cui i protagonisti sono adulti, per passare poi ad esaminare il futuro (la vecchiaia) e il passato (la gioventù) mescolando sapientemente i tempi con un accurato uso dei flashback. Lo spettatore viene quindi a conoscenza, progressivamente, degli avvenimenti precedenti e successivi alla rottura iniziale arrivando a capire tutta la storia solamente alla fine del film, che coincide con l’inizio.

Due rette che partono distanti tra loro e si incontrano in un punto molto lontano, questa può essere la metafora che accompagna lo spettatore durante la visione.

La vita di un gangster, dall’inizio alla fine, un film estremamente profondo che tocca svariati e importanti temi.

Amore, angoscia, amicizia, tradimento, sofferenza, povertà, ricchezza, solitudine. Tutto è rappresentato in quest’opera monumentale, con una trama complessa e sofisticata ed una sceneggiatura che svolge adeguatamente il suo compito.

Il finale, il punto d’intersezione dei tre assi temporali, è uno dei più sconvolgenti della storia del cinema, unito alla possente colonna sonora, lascia lo spettatore in uno stato di profonda malinconia, una cicatrice che rimarrà impressa nel tempo.

Come non parlare poi del cast favoloso, un Robert De Niro straordinario confermandosi uno dei migliori attori al mondo. Il modo in cui riesce a tenere la scena è da manuale, una maschera di tristezza perenne. Un James Woods in splendida forma, qui nella sua miglior interpretazione, non dimenticando anche tutti gli altri attori la cui espressività è portata ai massimi livelli.

Cos’è quindi il cinema? Il cinema è C’era una volta in America, un’armonia di emozioni e sentimenti che danzano insieme, un percorso verso la riscoperta di quei valori che oggi sembrano dimenticati.

La scena in cui Noodles da vecchio toglie la mattonella dal muro del bagno per guardare dall’altra parte, ricordandosi del suo amore passato, con gli occhi gonfi di lacrime, è secondo me il riassunto di tutto il significato del film. Questo è il cinema. Questa è l’arte. C’era una volta in America e C’era una volta Sergio Leone…

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1 Commento

  1.  

    solo film ha scritto

    agosto 27 2010 @ 21:18

    Sai qual’è l’unico difetto del film? Che Robert De Niro non sarà più cosi grande. Mai.

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