Lo sceicco bianco

VN:F [1.9.20_1166]

Il voto degli utenti: (clicca per votare):
Rating: 8.0/10 (1 vote cast)

Wanda (Brunella Bovo) e Ivan (Leopoldo Trieste) sono in vaggio di nozze a Roma. Per lei è l’occasione di far conoscenza col personaggio dei fotoromanzi per cui stravede: lo Sceicco Bianco (Alberto Sordi). Con un pretesto lascia l’albergo e il marito e si aggrega alla troupe che sta girando un nuovo episodio. Ben presto scopre che una cosa sono i sogni e un’altra la realtà.

Normale commedia all’italiana, con i classici stereotipi del genere, assorbita dalla cultura popolare e basata proprio sulle reazioni di questa, con un’unica differenza dalle altre centinaia che uscirono in quegli anni: il regista è Fellini.

E mica un Fellini a caso, proprio quello del periodo in cui davvero si occupava del popolo, dei suoi disagi, e dei suoi sogni, non ancora contaminato dalla sua insopportabile vena pre-aristocratica, tipica del suo cinema a partire da La dolce vita in poi, con quelle scenette di menefreghismo e di esaltazione dell’apatia collettiva.

Lo sceicco bianco, insieme a I vitelloni, a La strada e agli altri film felliniani anni Cinquanta, rappresenta proprio questa contraddizione ideologica: non c’è niente di falsato o di volutamente abbellito, c’è una realtà che esiste, e che è quella del proletariato del dopoguerra, filtrata dagli occhi di qualcun altro, ma sempre onesta, e già con questo primo film, Fellini dimostra di non essere mai stato neorealista, interessato molto più al suo universo privato, ed al suo personale punto di vista.

Ciò che viene rappresentato qui, è un sogno, o meglio una specie di incubo grottesco, trasportato in un contesto reale, con persone vere, personaggi più o meno verosimili, e vicende di realtà (quasi) quotidiana: tutto si svolge in una strana giornata, a Roma, con una promessa sposa che sparisce, un marito iper teso che fa di tutto per ritrovarla, un attore gigione che si diverte ad incornare la moglie, il papa (situazione ovviamente ingigantita) che attende i due fidanzati, ed una polizia che prende per pazzo il marito della donna scomparsa.

Niente di più banale, eppure non è tutto, all’interno di questo schema semplice e semplificato, Fellini costruisce un affresco umano ben più complesso: Wanda, non si limita a fuggire figuratamente dal marito, ma cerca proprio di fuoriuscire dalla sua realtà terribile, trovando rifugio sul set in cui girano un fotoromanzo che utilizza per sfuggire alle crudeltà che le capitano, credendo così, di poter diventare, almeno per un giorno, una delle eroine che vedeva sulla carta insieme allo sceicco.

Ma dopo poco, dopo che essere stata illusa e riempita di assurdità (che la sua ingenuità le spinge a credere), si accorge che lo sceicco, in realtà, non è che un banalissimo attore, un semi truffatore, un viscido traditore, ed in quel momento le sue speranze decadono, facendogli “preferire” la vita con il ben più modesto Ivan.

Però, nelle sue parole alla fine del film, oltre a leggerci amore, vi si può trovare rassegnazione, e forse, il presunto lieto fine che ci viene mostrato, di fronte a San Pietro piena di fedeli (illusi), non è poi così lieto come potrebbe apparire in un primo momento.

Qui Fellini decide di essere piuttosto cattivino, sfoderando il suo arsenale visionario, ma sempre in modo contenuto, utilizzando dei toni da commedia per nascondere la reale atmosfera drammatica che il film assumerebbe, e mettendo in azione un Alberto Sordi in piena forma, pronto a regalarci un ruolo carismatico e disgustoso contemporaneamente.

Un appunto che si può fare al film, è la scarsità di ritmo, che rallenta un vicenda in cui accade anche poco, ma il regista sceglie saggiamente di racchiudere tutto in poco più di un’ora e venti.

Bel film, divertente ed appassionato.

Humor
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo
VN:F [1.9.20_1166]

Il voto degli utenti: (clicca per votare):
Rating: 8.0/10 (1 vote cast)
Lo sceicco bianco, 8.0 out of 10 based on 1 rating
Be Sociable, Share!

Comments are closed

 
    Web developed by Z3N.it
    Hosting WordPress by HardyPress