Archivio per settembre, 2010

Prova d’orchestra

Gli orchestrali sono arrivati nella cappella del Duecento dove devono provare un concerto. Ci sarà anche la televisione e tutti si affannano a chiedere spiegazioni al direttore e al sindacalista, che indice uno sciopero contro l’autoritarismo del maestro. L’azione viene interrotta dalla demolizione di un muro: appena la nube di polvere si è dissolta le prove riprendono, ma il direttore inizia a fare un comizio in italiano e in tedesco.

L’orchestra è la massa, la massa, è un insieme di individui, e l’individuo che cos’è? Guardiamoci allo specchio e rispondiamo che è praticamente impossibile da definire, perché è come porsi domande del tipo “perché esistiamo?”, oppure “qual’è lo scopo di tutto questo?”, ma una cosa la possiamo dire: se l’individuo non è realizzato, allora non è realizzata nemmeno la massa, e se non è realizzata la massa, il mondo umano piano piano se ne va a scatafascio.

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Una cavalla tutta nuda

Gulfardo de Bardi (Renzo Montagnani) e il suo amico Folcacchio de’ Folcacchieri (Don Backy) sono incaricati dal priore di Borgo d’Elsa, di recare un’ambasciata al vescovo di Volterra. Durante il viaggio, i due s’imbattono in una bella contadina, Gemmata (Barbara Bouchet), sposa di Niccolò: facendo credere all’ingenuo marito di poterla trasformare in cavalla, Folcacchio cerca di godersi la donna, ma deve poi rinunciarvi. Giunti finalmente a Volterra, si presentano al vescovo, ma avendo dimenticato il contenuto della loro ambasciata, vengono condannati al rogo. Salvati da un amico di Gulfardo, i tre riescono a scappare, e fanno ritorno a Borgo d’Elsa.

L’ho visto solo per una mia curiosità, nata recentemente: volevo osservare se i successori del film di Pasolini, fossero almeno leggermente all’altezza dell’originale.

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L’esclisse

Dopo una delusione amorosa, Vittoria (Monica Vitti) incontra Piero(Alain Delon), un agente di borsa cinico e disinvolto. I due diventano amanti proprio all’indomani di un crollo in borsa nel quale la madre di Vittoria ha perso parecchi soldi in favore di Piero. Questo getta un ombra sul loro rapporto che si sfalda.

Il capitalismo è come il gioco d’azzardo: se non ci si ferma in tempo, ti spezzano le gambe. Ed in effetti, non è solo una metafora, il capitalismo è semplicemente una sfida al rialzo, la cui posta in gioco è il destino di un uomo, di una famiglia, di un’industria, di un paese, del mondo umano, i suoi protagonisti sono anonimi, e stanno quasi tutti rinchiusi dentro alle sedi del potere economico, circondati da avari, malati del potere, in mezzo alla baraonda circondati da telefoni, cartine, planisferi ed altre persone frettolose ed intrappolate nella morsa comune.

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Inception

Dom Kobb (Leonardo DiCaprio) è decisamente il miglior ladro in circolazione nel suo campo. Stiamo parlando della pericolosa e difficile arte di estrarre segreti rilevanti dall’inconscio durante la fase onirica, il momento in cui la mente abbassa tutte le sue difese e diventa vulnerabile. Questa abilità ne ha fatto un personaggio di rilievo nel mondo dello spionaggio industriale, ma il prezzo che ha dovuto pagare per la sua notorietà è di essere stato condannato ad una eterna fuga. Egli dunque è privato della possibilità di amare e di essere amato, finché non gli viene offerta una possibilità di redenzione e di uscita dal circolo vizioso. Questa volta però, Cobb e il suo team di specialisti, dovranno operare un totale ribaltamento di fronte e invece di sottrarre informazioni dovranno riuscire a crearne: invece di rubare semplicemente un’idea dovranno farla nascere, generarla da zero.

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La notte brava

Accade tutto in una notte. Due borgatari, Scintillone e Ruggeretto compiono un furto e subito dopo si fanno rubare i soldi da due prostitute. Dopo aver cercato inutilmente di rintracciare le occasionali compagne tentano di rifarsi con un altro furto: tentano di sottrarre una macchina fotografica da un’auto, ma interviene il proprietario con due amici e finisce in rissa. Tutti insieme, alla fine della lite, vanno a festeggiare nella villa del riccone vittima del furto. I due furfanti rubano ancora: si appropriano di duecentomila lire.

Un frammento di vita (violenta) quotidiana dei ragazzi di vita delle borgate romane: chi sono? Morti di fame; da dove vengono? Da luoghi dimenticati da Dio; che cosa pensano della loro vita e del loro futuro? Rubare, ammazzare, giocare, andare a puttane, mentire, e non avere preoccupazioni di nessun genere, tranne quella di riuscire a procurarsi quanto necessario per vivere alla giornata.

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La seconda volta

Il professor Alberto Sajevo (Nanni Moretti) vive da dodici anni con una pallottola nella testa. Lisa (Valeria Bruni Tedeschi), l’ex terrorista che gli sparò, sconta la sua pena in semilibertà. Un incontro casuale fa incrociare di nuovo i loro destini. Lei non lo riconosce, lui sì e l’avvicina con un nome falso. Ma il tempo trascorso non cambia le identità, e non spiega il passato né può rimediare ad esso.

Come un fugace tentativo di riprendere il passato in sicurezza, Alberto va tutte le settimane ad allenarsi su di una canoa immobile, remando in una piscina praticamente inesistente, senza il pericolo di bagnarsi cadendo in acqua, remando con meccanicità, con un muro di fronte agli occhi, i buio, e l’opacità della vita di tutti i giorni.

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