Pubblicato da sirJoshua il 20 set, 2010 in Recensioni |
In un nuovo complesso residenziale accadono fatti strani: alcuni inquilini, in preda a frenesie sessuali, assalgono i vicini. I comportamenti sembrano contagiosi, e misteriosi organismi simili a grosse sanguisughe cominciano a muoversi all’interno del condominio contaminando gli abitanti.
Uno spot pubblicitario ci informa che, in un futuro prossimo, un’isola-città chiamata l’Arca di Noè, è aperta a tutti, ed è pronta ad ospitare chiunque se lo possa permettere, garantendogli pace, tranquillità e sicurezza.
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Pubblicato da sirJoshua il 19 set, 2010 in Recensioni |
Roma 1868. La contessa Flaminia (Carmen Scarpitta) ha avuto in segreto un figlio naturale, Cesare (Danilo Mattei), da una fugace relazione con monsignor Colombo (Nino Manfredi), giudice in crisi del tribunale papalino. Quando Cesare viene arrestato per cospirazione (è accusato di aver ucciso venti gendarmi pontifici con la complicità di due compari), la nobildonna cerca di salvargli la vita raccontando tutto all’ex amante.
Comincia con una frase che la dice lunga sulla natura ideologica dell’operazione “Non è la fine perché arrivano gli italiani: arrivano gli italiani perché è la fine”, come a conferma di tutte le convinzioni disilluse del protagonista, sulle vecchie generazioni assassine, sulle rivoluzioni ideologiche ed anticlericali, intese come cambiamento radicale di stile di vita, nonché l’abolizione indiscussa ed indiscutibile di qualsiasi tipo di dittatura e di sottomissione.
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Pubblicato da sirJoshua il 17 set, 2010 in Recensioni |
Daniele (Alain Delon) è un giovane professore di lettere, che sta facendo una supplenza in un liceo di Rimini. Autore di un libro di poesie dedicato ad una ragazza morta all’età di sedici anni, ora convive con Monica (Lea Massari). Daniele è indifferente alla contestazione che piano piano prende piede nella sua classe. Privo di un’autentica vocazione all’insegnamento, e con un’accesa propensione per il gioco, il professore si innamora di Vanina (Sonia Petrova), una sua allieva.
L’unica cosa che può salvare Daniele da un rimorso che lo porterà alla morte, è una cosa sola: la poesia. Per questo scrive, per questo si è rinchiuso nella sua solitudine, prigioniero nella sua casa, e vive con una moglie che si è trasformata in una prostituta senza stipendio, ma che ha suo marito per magnaccia e la sua casa come bordello.
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Pubblicato da sirJoshua il 15 set, 2010 in Recensioni |
David Locke (Jack Nicholson), reporter affermato, durante un viaggio nel Sahara si imbatte nel cadavere del trafficante d’armi David Robertson (Charles Mulvehill), quasi un suo sosia, e, disgustato della sua vita, ne assume l’identità. Rientrato in Europa e precisamente in Spagna verrà aiutato da una misteriosa ragazza a sfuggire alla moglie di Robertson che sta cercando il marito.
Locke diventa Robertson, e Robertson diventa Locke, ma nonostante questo, nessuno potrà mai uccidere il loro “io”, ciò che li caratterizza e che li rende individui.
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Pubblicato da sirJoshua il 13 set, 2010 in Recensioni |
Una misteriosa scatola proietta il raffinato e depravato Frank Cotton (Sean Chapman) in un demoniaco universo parallelo, al cui interno il suo corpo viene ridotto a brandelli da una miriade di ganci, catene e uncini; i membri della setta dei Supplizianti ne raccolgono i resti, mantenendoli in qualche modo in vita. Anni dopo, Larry (Andrew Robinson), il fratello di Frank, si trasferisce nella casa abbandonata di quest’ultimo con la moglie Julia (Claire Higgins) e la figlia Kristy (Ashley Laurence): l’accidentale e orribile resurrezione di Frank scatenerà nuovamente l’inferno…
Non è che sia proprio bruttissimo, è semplicemente una gran confusione, che non riesce mai a prendere il decollo.
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Pubblicato da sirJoshua il 11 set, 2010 in Recensioni |
Un giovane ufficiale, il tenente Drogo (Jaques Perrin), viene inviato per servizio in una fortezza che si trova ai margini del deserto. Qui attende, assieme ai suoi compagni, di potersi misurare con i nemici, i tartari. Ma i giorni passano senza che nulla accada. Nel frattempo il tenente vede infranti i suoi sogni di gloria: si ammala gravemente senza essere riuscito a combattere.
Se il film fosse “solo” una riproduzione sfarzosa ed elegante dell’omonimo libro di Buzzati, sarebbe già un’opera di pregio, ma Zurlini non si accontenta di far questo (come altri avrebbero fatto), si spinge oltre i limiti della comunicazione dell’immagine, ignorando l’impossibilità economica e la scarsità dei mezzi (fu Perrin a raccogliere il gruzzolo necessario per girare il film), e superando la paura delle evidenti difficoltà che esistono nel parlare di un’attesa estenuata e sconfortante.
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