Lo sceicco bianco

Wanda (Brunella Bovo) e Ivan (Leopoldo Trieste) sono in vaggio di nozze a Roma. Per lei è l’occasione di far conoscenza col personaggio dei fotoromanzi per cui stravede: lo Sceicco Bianco (Alberto Sordi). Con un pretesto lascia l’albergo e il marito e si aggrega alla troupe che sta girando un nuovo episodio. Ben presto scopre che una cosa sono i sogni e un’altra la realtà.

Normale commedia all’italiana, con i classici stereotipi del genere, assorbita dalla cultura popolare e basata proprio sulle reazioni di questa, con un’unica differenza dalle altre centinaia che uscirono in quegli anni: il regista è Fellini.

Leggi il resto di quest’articolo »

Un Borghese piccolo piccolo

C’è stato un periodo, soprattutto negli anni Settanta, in cui il cinema italiano, partoriva delle opere di incommensurabile e bellezza, ed in cui i registi, potevano esprimere loro stessi senza la paura di venir tassati come “amorali” o cose del genere (e comunque, solo Pasolini ed un po’ Bertolucci, hanno osato spingersi oltre il limite concesso dalla censura), questo lasso di tempo stava a cavallo tra quello del post Neorealismo, e quello che andava verso una graduale decadenza negli anni Ottanta (ma soprattutto Novanta e Duemila), ed era contemporaneo alla nascita della New Hollywood americana.

Monicelli, che aveva iniziato a lavorare sul serio all’incirca negli anni Cinquanta, è stato un grande esponente di questo periodo; ha realizzato molti lavori, alcuni molto buoni ed altri meno buoni, e poi c’è stato Un Borghese piccolo piccolo, tratto da un racconto dell’allora giovane Vincenzo Cerami e che, per protagonista ha un Alberto Sordi che prova di nuovo a cambiare genere.

Leggi il resto di quest’articolo »