Mare dentro

La vera storia di Ramón Sampedro (Javier Berdem), tetraplegico spagnolo, che per anni ha combattuto per ottenere il diritto all’eutanasia. A sostenerlo su posizioni opposte sono due donne, Julia (Belen Rueda) e Rosa (Lola Duenas), che si trovano a fare i conti con i principi che fino a quel momento hanno regolato le loro vite…

Ramon, poco prima che la sua volontà si compia illegalmente, confessa a Rosa di essere convinto che, dopo la morte, non ci sia niente. Questo la dice lunga, perché se uno tra una vita di immobilità ed il niente, è spinto a scegliere il niente, vuol dire che quella vita (o presunta tale) non è molto degna di essere vissuta.

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Intervista

Dietro richiesta di una troupe televisiva giapponese, Fellini accetta di farsi intervistare sulla sua storia di regista. Eccolo al suo arrivo a Cinecittà, sprovveduto cronista di provincia. Ecco le immagini della “Dolce vita”. Ecco, assediata dal cemento e dalle antenne televisive, la Cinecittà di oggi, dove si continua a lavorare per il cinema con tenacia e allegria.

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Il Casanova di Federico Fellini

Vecchio e malandato, Casanova (Donald Sutherland), bibliotecario in un castello della Boemia, rievoca la sua vita densa di amori e di avventure. Prima, da giovane a Venezia, dove, incarcerato per la sua vita sregolata, evade dai Piombi e comincia a vagare per le corti europee conducendo una vita ricca di amori e truffe. Con il passare del tempo il successo con le donne comincia a scemare. Molte porte gli si chiudono in faccia mano a mano che la degradazione fisica e morale aumenta. Trova infine rifugio presso un nobile boemo che lo esibisce come fenomeno da baraccone.

Il Casanova, si, ma di Federico Fellini. Vita, morte e miracoli di una leggenda del rivoluzionario Settecento, ma rivista e corretta da un Fellini festoso, virtuoso, giganteggiante e divertente.

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Ludwig

Nel 1864, Ludwig II (Helmut Berger) viene incoronato re di Baviera. Il suo obbiettivo, da ingenuo ragazzotto qual’è, è quello di riuscire a creare un regno in cui la bellezza e l’arte, regnino incontrastate. Per questo motivo decide di chiamare a corte Richard Wagner (Trevor Howard) e di fargli comporre opere in suo onore. La situazione politica in Europa però, si fa sempre più complicata, e come se non bastasse, Wagner sfrutta la profonda amicizia del sovrano per arricchirsi finendo per tradirlo, e l’imperatrice Elisabetta d’Austria (Romy Schneider), l’unica donna che abbia mai amato, lo abbandona, sconvolta dalla sua cecità e dalla sua mania di sperperare. Ludwig, già molto eccentrico e fuori dagli schemi di natura, comincia a scivolare lentamente in uno stato di follia che lo corrode e lo porta all’alienazione in uno dei suoi mastodontici castelli, con il conseguente abbandono al suo destino del suo regno.

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Demoni e Dei

James Whale, un regista i cui film sono diventati leggenda, ma di cui quasi nessuno si ricorda, se non tra i cinefili che si interessano agli “antichi reperti” conservati negli archivi dei classici intramontabili, quali sono il primo, vero Frankenstein (quello con Boris Karloff), film ultra citato da praticamente qualsiasi cosa (dai cartoni animati ai programmi televisivi, dai giocattoli per bambini ad altri film di ispirazione, senza escludere le varie parodie ed i molti remake), L’uomo invisibile (rifatto anche dallo stesso John Carpenter) e La moglie di Frankenstein, una pellicola che ha sempre destato molto mistero sia tra i critici che tra il pubblico: è un’auto parodia o è semplicemente un classico dell’orrore che comincia a sentire il peso degli anni?

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Caro Diario

Se qualcuno aveva dei dubbi sul fatto che Moretti facesse dei film su se stesso, Caro Diario è in grado di dissiparli fin dal principio: se con i film precedenti lo aveva fatto utilizzando Michele Apicella, il suo celeberrimo alter ego, qui lo fa utilizzando proprio se stesso.

Esatto, questa è una vera e propria autobiografia, senza attenuanti, senza abbellimenti, pura, semplice ed onesta; tentare di dargli un ordine è come cercare di ordinare i pensieri dello stesso regista, tarpare le sue manie, catalogare i pensieri semi folli che gli pervadono quella parte della mente che tutti cercano di tenere nascosta e che, al contrario, lui mostra apertamente, senza paura e comicizzandola.

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