Nishi (Takeshi Kitano), è un investigatore dai modi bruschi e distaccati, che dietro alla sua aria da duro, nasconde molto dolore: la moglie Miyuki (Kaioko Kishimoto) è affetta da leucemia e non ha speranza di guarire, non ha mai superato lo shock di aver visto morire due dei suoi migliori amici durante un’operazione di polizia ed è in debito con gli strozzini della yakuza. Dopo che il suo amico Horibe (Ren Osugi) finisce su una sedia a rotelle in seguito ad una sparatoria e dopo che il medico di sua moglie gli consiglia di riportare quest’ultima a casa, parte con lei per un viaggio.
Murakawa (Takeshi Kitano) è il braccio destro di un boss della yakuza. Viene inviato in missione con i suoi uomini, ma il vero scopo del suo spostamento (anche se non ne è al corrente), è quello di fare da bersaglio ai killer nemici. Dopo un massacro, per evitare altre imboscate, i sopravvissuti si rifugiano in una casa isolata su di una spiaggia e li, attendono di ricevere ordini da Murakawa, il quale deve riflettere su come uscire da quella situazione.
Dal Giappone con furore, o sarebbe meglio dire, con onore, “Beat” Takeshi un ex comico nipponico, piega al suo genio il genere noir, lo manipola e ne tira fuori qualcosa di nuovo e di spaventosamente rivoluzionario.
Billy (Dennis Hopper) e Wyatt (Peter Fonda), soprannominato Capitan America, si mettono in viaggio con le loro moto con l’obbiettivo di raggiungere New Orleans per il carnevale. Lungo la loro strada incontrano un avvocato di nome George (Jack Nicholson) che decide di unirsi a loro e insieme, lungo le strade americane, incontrano ogni tipo di stranezza e di intolleranza, sia nei loro confronti, che in quelli degli altri.
Ci sono poche presentazioni da fare, Easy Rider è già un classico entrato nell’immaginario collettivo, uno dei primi veri cult movie nel senso che intendiamo noi oggi (ovvero, quello di film intramontabile) ed uno dei classici degli anni Sessanta più famosi.
Dopo aver catturato il pericoloso serial killer Hannibal Lecter (Brian Cox), l’agente Will Graham (William L. Petersen), si ritira dal servizio a causa degli incubi e delle ossessioni che gli ha causato il caso. Quando però un alto assassino, soprannominato Dente di fata (Tom Noonan), comincia a commettere con regolarità e precisione e suoi efferati delitti, Jack Crawford (Dennis Farina), il vecchio capo di Graham, è costretto a chiedergli aiuto. L’ex poliziotto accetta credendo di essere in grado di poter indagare restando nell’ombra, ma non tutto va come dovrebbe.
Travis Bickle (Robert De Niro)è un reduce del Vietnam che soffre di insonnia e che per non sprecare il suo tempo a non fare nulla, va a fare il tassista di notte. Durante il suo orario di lavoro vede la feccia americana in azione e questo lo spinge a fare pensieri di morte su coloro che governano il paese. Come se non bastasse Betsy (Cybill Shepherd), una ragazza che frequenta e di cui era innamorato, lo lascia quando lui la porta in un cinema porno, e dato che lei lavorava per il candidato alla presidenza Charles Palantine (Leonard Harris), questo fatto non fa altro che portarlo ad organizzare un mini attentato.
Due ragazzi vanno in un bordello, ed uno di loro, sentitosi offeso da un commento di una prostituta, la sfregia. Le prostitute, per vendicarsi, mettono una taglia di mille dollari sulla loro testa, ma lo sceriffo Little Bill Daggett (Gene Hackman) è intenzionato a non permettere a nessuno di riscuoterla, e lancia un monito a tutti gli assassini che vogliono andare in città, picchiando a sangue il temibile killer Bob l’Inglese (Richard Harris). Questo però non scoraggia altri tre assassini, Schofield Kid (Jaimz Woolvett) un ragazzino che spera di diventare uomo con un po’ di cadaveri sulla coscienza, Ned Logan (Morgan Freeman) un vecchio che parte per combattere la noia della vita di tutti i giorni, e William Munny (Clint Eastwood), che un tempo era uno dei più feroci killer americani ma che accetta il lavoro solo per guadagnare qualche soldo per i suoi figli.


