Hiroshima, mon amour

A Hiroshima, dopo la Seconda Guerra Mondiale, arriva un’attrice francese (Emanuelle Riva), che incontra e si innamora, dopo pochissimo tempo, di un architetto giapponese (Eiji Okada), che ricambia i suoi sentimenti. Di fronte a lui, lei sente di potersi aprire e gli racconta del suo passato tormentato, e della sua storia con un soldato tedesco durante la guerra.

In pratica è l’inizio della Nouvelle Vague, con tutti gli elementi che questa comportava: complessità narrativa ma scarsi mezzi per realizzare l’opera, riprese senza ritocchi, contenuti diretti, immagine scarne e penetranti, per temi che potevano andare dalla mafia alla guerra (come in questo caso).

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