Ginger e Fred

Amelia (Giulietta Masina) e Pippo (Marcello Mastroianni), in arte Ginger e Fred, avevano avuto successo sui palcoscenici di provincia nei lontani anni Quaranta. Si ritrovano, dopo decenni, per partecipare a un varietà di vecchie glorie organizzato da una televisione privata. Un’esperienza da incubo, ma ai due resterà il piacere di essersi ritrovati per un momento.

Ginger Rogers e Fred Astaire come simbolo della decadenza del cinema e dell’intrattenimento: si perde qualsiasi accenno di bellezza umana, ogni briciolo di vitalità, non esiste e non esisterà più lo spettacolo in grado di far trascorrere piacevolmente alcuni momenti grazie agli artisti veri; questi ultimi sono solo le ombre di loro stessi, troppo consumati dalla stanchezza, dalla fatica e dai rimorsi, portati dall’inevitabile revisione finale della propria vita.

Leggi il resto di quest’articolo »

E la nave va

Italia, 1914. La “Gloria N” salpa con a bordo un gruppo eterogeneo di ammiratori del soprano Edmea Tetua per andare a spargerne le ceneri nell’Egeo. Durante la navigazione si definiscono i personaggi. Poi la nave raccoglie dei profughi-naufraghi serbi in fuga dopo l’attentato di Sarajevo. E a causa dell’azione di uno di questi, la “Gloria N” viene cannoneggiata e affondata. Ma qualcuno si salva.

Una di quelle opere che superano abbondantemente la soglia della tristezza, e si proiettano in una dimensione di struggente malinconia che, semplicemente, non può essere sostenuta da dei deboli (o ricchi?) di spirito.

Leggi il resto di quest’articolo »

Prova d’orchestra

Gli orchestrali sono arrivati nella cappella del Duecento dove devono provare un concerto. Ci sarà anche la televisione e tutti si affannano a chiedere spiegazioni al direttore e al sindacalista, che indice uno sciopero contro l’autoritarismo del maestro. L’azione viene interrotta dalla demolizione di un muro: appena la nube di polvere si è dissolta le prove riprendono, ma il direttore inizia a fare un comizio in italiano e in tedesco.

L’orchestra è la massa, la massa, è un insieme di individui, e l’individuo che cos’è? Guardiamoci allo specchio e rispondiamo che è praticamente impossibile da definire, perché è come porsi domande del tipo “perché esistiamo?”, oppure “qual’è lo scopo di tutto questo?”, ma una cosa la possiamo dire: se l’individuo non è realizzato, allora non è realizzata nemmeno la massa, e se non è realizzata la massa, il mondo umano piano piano se ne va a scatafascio.

Leggi il resto di quest’articolo »

La voce della luna

Bassa Padana: il sognatore Ivo Salvini (Roberto Benigni), sente le voci dai pozzi illuminati dalla luna e cerca la donna ideale. Ha piccole avventure con personaggi un po’ folli, finché incontra l’ex prefetto Gonella (Paolo Villaggio), che dappertutto vede congiure. Insieme irrompono in una discoteca, assistono alla “cattura” della luna in diretta Tv. Solo loro due, per amore o per angoscia, sanno “ascoltare” il silenzio della notte.

Un piccolo regalo prima della fine, ecco che cos’è La voce della luna, opera tutt’altro che minore per il regista riminese.

Leggi il resto di quest’articolo »

Intervista

Dietro richiesta di una troupe televisiva giapponese, Fellini accetta di farsi intervistare sulla sua storia di regista. Eccolo al suo arrivo a Cinecittà, sprovveduto cronista di provincia. Ecco le immagini della “Dolce vita”. Ecco, assediata dal cemento e dalle antenne televisive, la Cinecittà di oggi, dove si continua a lavorare per il cinema con tenacia e allegria.

Leggi il resto di quest’articolo »

La città delle donne

Snaporaz (Marcello Mastroianni), uomo di mezza età, scende dal treno su cui sta viaggiando con la moglie per seguire una donna misteriosa. Si trova dapprima in un albergo dove scatenate femministe tengono un tumultuoso convegno (di cui nulla capisce), poi nel castello di un certo Dr. Katzone (Ettore Manni), un santone dell’erotismo, poi in un tribunale dove le donne lo condannano e in un’arena in cui deve essere linciato.

Ed ecco che Fellini comincia il suo percorso conclusivo, quello con cui si prospetta (poeticamente) di dire addio al cinema ed al mondo, e con cui vuole finire, una volta per tutte, di dire quello che sentiva di dover comunicare al resto del mondo.

Leggi il resto di quest’articolo »

 
    Web developed by Z3N.it
    Hosting WordPress by HardyPress