Ultimo capitolo della Trilogia della vita, e questa volta, si cambia la cultura di provenienza: non più europea, ma orientale. E la differenza è notevole, sia per il tipo di ambientazioni che per l’impostazione delle stesse storie, che si snodano in un modo completamente diverso dagli altri: non ci sono più libri o poemi da intellettuali in cui poter scavare trovando tante possibili interpretazioni, o dove sia possibile leggere le vicende con chiavi di lettura diverse, variabili dal cinico al pornografico o addirittura all’anarchico, e non è possibile semplicemente perché Le Mille e una notte non è nata come una raccolta di novelle a sfondo politico, sociale o religioso, ma come un semplice insieme di favole e di fiabe tramandate di generazione in generazione per secoli, contenenti la cultura e la bellezza di un popolo e di una cultura viva da millenni.


