Inseparabili

img_205002_lrgSi era abituati, fino a qui, ad un Cronenberg che fungeva da specchio distorto e distruttivo alla nostra realtà, che, ai nostri occhi, appariva altrettanto distorta anche senza guardarla, ed elaborarla con la mente di un folle, o filtrata da uno stato confusionale e allucinante.

Basti pensare a Videodrome, uno dei tanti capostipiti di Matrix, per rendersi conto dell’universo in cui naviga il regista canadese, afferrando una realtà attuale ed in evoluzione (come la televisione) e portandola ad uno stato di primitivo delirio inconscio, lontano dai livelli davvero perversi e sperimentalisti di Lynch, ma forgiatore di un nuovo tipo (ancora sfruttato pochissimo) di interpretazione poetica di una vicenda.

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