Un aereo militare precipita nei pressi di una piccola cittadina, e diffonde un potente virus sperimentale (probabilmente in studio come arma battereologica), incurabile ed instabile, che provoca una mutazione del cervello umano che lo porta a compiere atti di violenza inaudita. La città viene messa quarantena e le forze dell’ordine, insieme all’esercito, entrano in azione con l’obbiettivo di uccidere chiunque manifesti i sintomi, questo almeno fin che non verrà trovata una cura. Nel frattempo, un piccolo gruppo di persone scampate ai militari, sta cercando di uscire dall’area sorvegliata.
“David Dutton (Timothy Olyphant) è lo sceriffo della città di Ogden Marsh, una tranquilla cittadina americana. Un giorno durante una partita di baseball Rory Hamill si presenta al campo da gioco con un fucile e costringe lo sceriffo ad intervenire. Questa piccola città verrà drasticamente svegliata in un incubo che porterà David a scopreire una realtà paurosa e inquietante, quello che era sembrato un raptus di follia di un singlo cittadino si rivelerà qualcosa di molto più pericoloso…”
Regia: Breck Eisner
L’invasione di zombi sta dilagando, gli scienziati ed i politici discutono animatamente su come poter fermare la loro avanzata e su come proteggere le persone. Quattro sopravvissuti, Stephen (David Emge), Peter (Ken Foree), Roger (Scott H. Reiniger) e Francine (Gaylen Ross), partono con un elicottero in cerca di un posto dove andare e si imbattono in un centro commerciale invaso dagli zombi. Dopo essersi riforniti ed essersi riposati, decidono di stabilirsi per qualche tempo al suo interno, ed infine, vi si stabiliscono definitivamente. Ma i loro guai, non sono solo gli zombi.
Negli Stati Uniti, i morti cominciano a risorgere, prima in piccoli gruppi e poi sempre di più, e sono affamati di carne umana. In Pennsylvania, in una casa ai margini di un bosco, un pugno di persone si rifugiano tentando di scampare ai terribili mostri che li assediano.
Partendo da un tema classico, che ha sempre inquietato e scoraggiato i registi degli anni precedenti, Romero crea il suo d’esordio, ed ancora oggi il più famoso (anche se non è il migliore) della sua carriera.


