La Sottile Linea Rossa

Capire se questo di Terence Malick sia effettivamente un film solido e voluto dal profondo, o un puro e semplice esercizio di stile nato per abbindolare critica e (in parte) il pubblico, non è affatto una cosa facile, come non lo è verificare l’attendibilità emotiva della vicenda (se la si può chiamare così).

Ho voluto rivederlo per riuscire a comprendere meglio quanto raccontato, e devo dire di esserci riuscito; la prima volta che lo vidi (si parla di un bel po’ di tempo fa) lo considerai un’accozzaglia di scene di guerra e di pensieri stupidi campati per aria, in altre parole un film costruito per apparire “difficile” e quindi spacciarsi per chissà che, un polpettone incomprensibile e desolante da far dormire uno che ha appena bevuto un centinaio di caffè, ma non è certamente un’opera da giudicare alla leggera, non ci può far influenzare troppo da una prima visione deludente, è necessario invece cercare di scavare più a fondo di quello che l’occhio vede, perché altrimenti si rischia di fraintendere tutto.

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Tra le nuvole

tra-le-nuvoleQuando ho visto che questo film era stato candidato all’Oscar come miglior film, mi sono imposta di vederlo, anche perchè fortunatamente, per una volta nella vita, di questo, non avevo visto neanche mezzo trailer.

Ryan Bingham (George Clooney) è un uomo sulla cinquantina, business man per definizione. E’ talmente abituato a viaggiare e a prendere aerei che considera il cielo la sua casa. Senza casa, però, è anche il suo cuore, costretto ad un lavoro, cha tanto ama, tanto quanto crudele. Il suo mestiere è infatti quello di licenziare personale di altre aziende da cui viene assunto per questo ingrato compito. Oltre a questo Ryan è anche uno scapolo d’oro, motivato a non cercare prosepettive nell’amore e con rarissimi contatti con la famiglia. La giovane collega Natalie (Anna Kendrick) riuscirà a fargli cambiare idea e a trovare finalmente una casa per il suo cuore?

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