Pranzo di Ferragosto

Gianni (Gianni DiGregorio) vive in una vecchia casa del centro di Roma con la madre, una nobildonna decaduta che lo tiranneggia e gli lascia solo il tempo per l’osteria. Alla vigilia di ferragosto, l’amministratore del palazzo, conoscendo la sua situazione di “cattività”, gli propone di tenere con sé, per un paio di giorni, la propria mamma, in cambio dell’abbuono di tutte le spese condominiali non pagate. Quando si presenta a casa sua in compagnia anche della vecchia zia, Gianni accusa un piccolo malore. Si reca allora da un amico medico per un controllo, che guarda caso gli affiderà pure lui l’anziana madre per la giornata festiva.

Qualcuno come DiGregorio si è illuso che i facili compromessi potessero salvare il cinema italiano dal baratro, ed è un vero peccato che nessuno sia andato a dirgli che non è così: potevano risparmiarci questo ennesimo supplizio per immagini.

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