Il deserto dei tartari

Un giovane ufficiale, il tenente Drogo (Jaques Perrin), viene inviato per servizio in una fortezza che si trova ai margini del deserto. Qui attende, assieme ai suoi compagni, di potersi misurare con i nemici, i tartari. Ma i giorni passano senza che nulla accada. Nel frattempo il tenente vede infranti i suoi sogni di gloria: si ammala gravemente senza essere riuscito a combattere.

Se il film fosse “solo” una riproduzione sfarzosa ed elegante dell’omonimo libro di Buzzati, sarebbe già un’opera di pregio, ma Zurlini non si accontenta di far questo (come altri avrebbero fatto), si spinge oltre i limiti della comunicazione dell’immagine, ignorando l’impossibilità economica e la scarsità dei mezzi (fu Perrin a raccogliere il gruzzolo necessario per girare il film), e superando la paura delle evidenti difficoltà che esistono nel parlare di un’attesa estenuata e sconfortante.

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