Un film di una leggerezza disarmante, che per quanto è buono ed etereo, non poteva che essere francese (è difficile ammetterlo, ma anche loro hanno i loro meriti).
Amelie Poulain (Audrey Tautou), vive a Parigi e lavora come cameriera in un caffè di Montmartre. Vede trascorrere la propria vita in modo sereno, tra una visita all’anziano padre vedovo e alcuni, ma essenziali, piacevoli ed innocenti passatempi, come spezzare la crosta della creme brulè col cucchiaino, far rimbalzare i sassi sul canale Saint Martin, immergere le dita nei legumi, che sembrano inspiegabilmente riempire la sua quotidianità, rendendola felice. Avvicendamento semplice, delicato, che ha come filo conduttore una storia d’amore per uno sconosciuto che sembra farsi fototessere, per tutta Parigi, e che poi vengono lasciate misteriosamente in giro per la città.


