Come molti film del genere, è difficile giudicarlo perfettamente alla prima visione, che Bertolucci fosse un mago, per non dire il migliore tra i registi italiani, a inscenare l’atmosfera umida e cupa ma allo stesso tempo terribilmente attraente che aleggia in tutti i suoi film, quella impeccabile e scenograficamente ineccepibile che solo pochi riescono a fare, si era capito da tempo, ed è proprio questo uno degli aspetti più poetici ed esteticamente insuperabili del film: le qualità visive.
Il tema trattato è quello dell’amore proibito, in forma primordiale e quasi animalesca, usato soprattutto come sfogo, ma visto sotto due aspetti diversi: quello confuso, indeciso e sognante della diciottenne, Jean, e quello consapevole, triste e disilluso del quarantacinquenne, Paul.


