Un mare imparziale, freddo come il ghiaccio (e cosparso dal ghiaccio), nero come il petrolio e spaventoso di notte, azzurro e rassicurante alla luce del Sole e profondo come niente altro al mondo; un equipaggio che vive la più straordinaria traversata di tutti i tempi separato, in piani diversi del vascello, come la piramide sociale vuole (quelli di terza classe, dove i cani dei ricchi signori vanno a fare i loro bisogni); la più grande nave costruita, che nemmeno Dio potrebbe affondare e che invece si è portata con se, sul fondo degli abissi più di mille e cinquecento persone. Questi sono gli elementi base che caratterizzano la storia del Titanic, ma volendo è anche la storia di tutte le tragedie avvenute in questo mondo: l’ uomo tenta di piegare la natura al suo volere con tutti i mezzi che ha a disposizione, all’interno del mondo umano ci sono i ricchi e ci sono i poveri e i primi tentano a loro volta di piegare al loro volere questi ultimi(che sono sempre quelli che ci rimettono), alla fine però, quando il precario equilibrio del mondo comincia ad essere intaccato dalla loro (nostra) avidità, arriva il momento in cui la natura non si piega più al nostro volere, e ci fa capire quanto facile per lei sia piegare noi e spazzarci via.


