Dom Kobb (Leonardo DiCaprio) è decisamente il miglior ladro in circolazione nel suo campo. Stiamo parlando della pericolosa e difficile arte di estrarre segreti rilevanti dall’inconscio durante la fase onirica, il momento in cui la mente abbassa tutte le sue difese e diventa vulnerabile. Questa abilità ne ha fatto un personaggio di rilievo nel mondo dello spionaggio industriale, ma il prezzo che ha dovuto pagare per la sua notorietà è di essere stato condannato ad una eterna fuga. Egli dunque è privato della possibilità di amare e di essere amato, finché non gli viene offerta una possibilità di redenzione e di uscita dal circolo vizioso. Questa volta però, Cobb e il suo team di specialisti, dovranno operare un totale ribaltamento di fronte e invece di sottrarre informazioni dovranno riuscire a crearne: invece di rubare semplicemente un’idea dovranno farla nascere, generarla da zero.
Cosa ci è stato detto a noi del Giappone? Kurosawa è passato alla storia per i suoi racconti di vita che riguardavano quello sperduto paese dell’Estremo Oriente, ma Kurosawa, ormai non c’è più, e nessuno si era più preso la briga di raccontarci qualcosa di senato riguardante la storia, gli usi e le tradizioni della terra del Sol Levante (stereotipi a parte).
Si comincia da un’ ambientazione western, il paese della violenza, della vendetta privata, dell’ignoranza, del culto del cowboy e del mandriano, della legge della pistola e dei massacri degli indiani, e si prosegue gettandosi a capo fitto nella cultura nipponica di fine Ottocento, quella dei colti intellettuali, dei maestri di spada, dell’onore sopra ad ogni cosa e del sacro rispetto per il mondo.


