Sono entrata in sala senza nessun tipo di aspettativa, se non nella solita speranza di due garanzie come Roman Polanski e Ewan Mc Gregor. Ne sono uscita davvero più che soddisfatta, in un film che definirei una vera chicca del 2010.
Un ghost writer è un autore che “fa il lavoro sporco” quando si tratta di stendere l’autobiografia di un qualche personaggio noto e che viene definito “fantasma” poichè, seppur (ben) pagato, il suo lavoro non viene quasi mai accreditato. In una fredda isola degli Stati Uniti, uno di questi scrittori che lavorano nell’ombra (Ewan McGregor) viene assunto dall’ex ministro britannico Adam Lang (Pierce Brosnan) per scrivere le sue memorie al posto di un precedente scrittore morto in circostanze misteriose. Tutto ciò, in un momento in cui forti accuse e scandali, portano questo personaggio al centro della scena politica internazionale.


