La messa è finita

Spiazzante anche per i maggiori fan di Moretti (tra i quali ci sono io): non c’è più l’alter ego Michele Apicella che ci mostra le sue manie ed i suoi spaccati di vita, qui il protagonista è un giovane ed anonimo prete di nome Giulio, in cerca di risposte che lo soddisfino.

Dietro ad un sottile velo di ironia si nasconde un pessimismo che trova le sue origini dietro alle più grandi paure del nostro mondo, camuffate a loro volta da un altro grande mistero: la religione.

L’uomo cerca in Dio (ognuno il suo) la risposta per ciò che non capisce o per ciò che ha paura di affrontare, per avere la speranza che esista qualcosa di bello dopo la sofferenza di vivere, qualcosa che si può ottenere muovendosi attraverso i comandamenti inviatici dal cielo, o per paura di guardare il mondo  con una visione diversa scoprendo l’insano caos che vi si trova.

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