Anonimo veneziano

Enrico (Tony Musante), un suonatore d’oboe della Fenice, che aveva sempre sognato di diventare direttore d’orchestra, sa di essere condannato da una terribile malattia. Diviso dalla moglie Valeria (Florinda Bolkan), che si è rifatta un’altra vita in un’altra città, la invita a Venezia. In un primo momento la donna è diffidente nei confronti dell’ex marito, ma ben presto si ricrede e si trova con Enrico a girovagare per la città lagunare e a ricordare il loro amore.

La storia d’amore per antonomasia, la tragedia romantica all’italiana per eccellenza, nonché il più rinomato dei luoghi comuni del nostro tormentato cinema.

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Le onde del destino

La storia d’amore tra Bess (Emily Watson) e Jan (Stellan Skarasgard), che si ritrovano vittime di uno scherzo del destino: Jan diventa paralizzato dopo un incidente sulla petroliera su cui lavora e convince Bess a prostituirsi per fargli piacere.

Ad un certo punto del film, verso la fine, Emily Watson, si ritrova a parlare con il dottore che ha cercato di portarsi a letto e dice (riassumendo brevemente per estrarne il succo di fondo): “Dio fornisce ad ognuno di noi un talento, Jan è un grande amatore, lei (il dottore) deve trovarlo da solo ed io ho molta fede”.

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Ecco l’impero dei sensi

Il legame tra la giovane cameriera Abe Sada e Kichi, è fatto di un amore totalmente dominato dai sensi. La relazione parte dall’attrazione reciproca, si evolve attraverso l’estasi sensuale per precipitare, nel finale, in un baratro erotico. I due amanti vivono alimentando (e alimentandosi di) questo tipo di legame, l’uno in funzione del piacere che può dare all’altro, annullando, con l’ossessivo ripetersi degli amplessi, ogni forma di quotidianità tradizionale e di razionalità.

Oshima si diverte a scavare nel cuore malato del suo Giappone, sconvolgendo, graffiando e straziando lo spettatore indifeso.

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Il dottor Zivago

Yuri (Omar Sharif) e Lara (Julie Christie), sono due russi appartenenti a delle famiglie più che rispettabili, e si incontrano prima dello scoppio della Grande Guerra, quando lui è sposato con la cugina Tania (Geraldine Chaplin) e lei è fidanzata con il comunista Pasha (Tom Courtenay). Si rincontrano poco prima della Rivoluzione d’Ottobre, quando vengono spediti al fronte come medici, e li cominciano a provare qualcosa l’uno per l’altra ma nonostante ciò si separano di nuovo. Il loro amore sboccia definitivamente quando la famiglia di Yuri cade in rovina e sono costretti a trasferirsi in una casetta sugli Urali,che si trova vicino alla città in cui abita Lara. Ma la loro “felicità” è destinata a non durare.

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Senso

Venezia, 1866: la guerra è alle porte, e in questo clima di instabilità e di paura, la nobildonna Livia Serpieri (Alida Valli), una sostenitrice della rivoluzione, si innamora di Franz Mahler (Farley Granger), un tenente dell’esercito austriaco. La loro storia, viene però ostacolata dalla guerra, che costringe Lidia a ritirarsi in una villa in campagna e Franz a partire per combattere.

Celebre melodramma firmato da un maestro del genere come Visconti, lungo (anche se non così tanto come si può pensare) e sfarzoso come solo la più bell’acqua dei colossal americani consente.

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M. Butterfly

Abbandonando le classiche tematico orrorifico-tragiche, Cronenberg prende in mano una storia reale accaduta proprio nello stesso periodo storico del film, ed entra in una breve ma particolarmente riuscita fase della sua carriera, quella che serve a completare il suo quadro ambiguo e piuttosto scioccante sulla natura umana e sui tormenti, innaturali o naturali che siano, che ne derivano.

Quello descritto è l’amore nella sua forma più pura e crudele, una trappola per la ragione e un veleno per l’anima (che finisce pian piano per uccidere anche la mente e l’individuo stesso), ma anche qualcosa di inspiegabilmente necessario e vitale, di cui non è possibile fare a meno.

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