Tutta la vita davanti

La venticinquenne Marta (Isabella Ragonese), laureata in filosofia con lode, decide di lavorare in un call center per guadagnare qualche soldo: il suo compito è quello di piazzare robot da cucina. La sua determinazione la fa entrare nelle grazie di Daniela (Sabrina Ferilli), responsabile dei telefonisti. Ma un tenace sindacalista vuole portare alla luce la situazione dei lavoratori precari…

Dopo una serie di dignitose commedine da cartolina, che riuscivano per lo meno a far ridere di gusto, Virzì decide di gettare totalmente nelle fiamme quel poco di buono che era riuscito a tirare fuori dalla sua pur dimenticabilissima carriera.

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La prima cosa bella

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Virzì non mi delude mai e quando gioca in casa, girando i suoi film a Livorno, è sempre più brillante, semplice ma con una sensibilità mai banale.

Elezione di miss Pancaldi, evento popolano nell’estate del 1971 a Livorno. La scelta Anna come “mamma più bella” sembra essere il fatto che scatena scompiglio nella storia della famiglia Michelucci, dando il via ad una serie di eventi.

Anni dopo Bruno Michelucci (Valerio Mastrandrea) professore di mezz’età trasferitosi a Milano, viene improvvisamente richiamato a casa dalla sorella più giovane Valeria (Claudia Pandolfi), la quale gli comunica l’arrivo allo stadio terminale di una lunga lotta contro il cancro della madre Anna (Stefania Sandrelli). Bruno, seppur disinteressato, si convince a riallacciare una relazione con sua madre che aveva troncato molti anni prima.

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