Dom Kobb (Leonardo DiCaprio) è decisamente il miglior ladro in circolazione nel suo campo. Stiamo parlando della pericolosa e difficile arte di estrarre segreti rilevanti dall’inconscio durante la fase onirica, il momento in cui la mente abbassa tutte le sue difese e diventa vulnerabile. Questa abilità ne ha fatto un personaggio di rilievo nel mondo dello spionaggio industriale, ma il prezzo che ha dovuto pagare per la sua notorietà è di essere stato condannato ad una eterna fuga. Egli dunque è privato della possibilità di amare e di essere amato, finché non gli viene offerta una possibilità di redenzione e di uscita dal circolo vizioso. Questa volta però, Cobb e il suo team di specialisti, dovranno operare un totale ribaltamento di fronte e invece di sottrarre informazioni dovranno riuscire a crearne: invece di rubare semplicemente un’idea dovranno farla nascere, generarla da zero.
Due illusionisti colleghi ed amici, Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden (Cristian Bale) vivono la loro vita in funzione dello spettacolo, cercando sempre nuovi numeri da proporre al loro pubblico, coordinati da Mister Cutter (Michael Caine). La loro amicizia rimane forte fino a quando un “numero” sul palco ha conseguenze drammatiche. Da quel momento in poi, i due, non si daranno pace, accusandosi reciprocamente del fatto, dando vita ad un’invidia e ad una gara senza precedenti, dai contorni oscuri.
Sono sempre rimasto affascinato dai numeri dei prestigiatori, di come riuscivano a farmi porre domande su come e dove avevano nascosto quello o l’altro oggetto, e in un certo modo mi son sempre chiesto come il cinema non avesse mai afforntato “seriamente” questo tema.


