Tutta la vita davanti

La venticinquenne Marta (Isabella Ragonese), laureata in filosofia con lode, decide di lavorare in un call center per guadagnare qualche soldo: il suo compito è quello di piazzare robot da cucina. La sua determinazione la fa entrare nelle grazie di Daniela (Sabrina Ferilli), responsabile dei telefonisti. Ma un tenace sindacalista vuole portare alla luce la situazione dei lavoratori precari…

Dopo una serie di dignitose commedine da cartolina, che riuscivano per lo meno a far ridere di gusto, Virzì decide di gettare totalmente nelle fiamme quel poco di buono che era riuscito a tirare fuori dalla sua pur dimenticabilissima carriera.

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Ovosodo

ovosodoPremessa: ammetto che forse in questo film, sono io che ci vedo troppo, e che forse è molto meno filosofico di come ve lo porrò. Rimane uno dei miei film preferiti. Ne conosco a memoria i dialoghi e spesso mi diverto a citarli. Probabilmente non sarete d’accordo, ma rimane il mio sincero parere.

Brillante. Di più. Un diamante, nella sua semplicità, della commedia italiana e miglior film di Virzì.

Piero Mansani (Edoardo Gabbriellini) è un giovane livornese che, nonostante la giovane età, si racconta. Ripercorrendo i momenti più importanti della sua semplice ma infelice vita che, sebbene disagiata e poco speranzosa per il futuro, non gli fa mai perdere la voglia di sognare la felicità e quindi l’amore.

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Baci e abbracci

10663_bigVirzì, soli due anni dopo Ovosodo, estrae dal cilindro un’altra, ma sempre diversa, commedia dolce amara.

Il signor Mario (Francesco Paolantoni) è il titolare del ristorante la Vecchia Macina, ormai sull’orlo del fallimento e costretto a chiudere i battenti. Divorziato, e con un figlio piccolo che lo odia, pensa che ormai non ha più niente da perdere e decide di suicidarsi. Lontano da lui, Tatiana (Paola Tiziana Cruciani), Luciano (Piero Gremigni) e Renato (Massimo Gambacciani) sono tre persone, tra loro imparentate, che hanno deciso di impegnarsi in un allevamento di struzzi, esperienza assai rischiosa e per il quale hanno investito tutto ciò che avevano. Hanno però una risorsa. Hanno un appuntamento con un assessore regionale di nome Mario che, forse, potrebbe stanziare per loro dei finanziamenti regionali extra, e per questo è stato invitato a passare con loro, e loro ampia famiglia, le festività natalizie in modo da poterlo lisciare a dovere. All’appuntamento però, arriva anche Mario il cuoco, che, non riuscito nel suo intento di suicidio, si vede invitare a pranzo da questa famiglia che crede amici della ex-moglie.

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La prima cosa bella

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Virzì non mi delude mai e quando gioca in casa, girando i suoi film a Livorno, è sempre più brillante, semplice ma con una sensibilità mai banale.

Elezione di miss Pancaldi, evento popolano nell’estate del 1971 a Livorno. La scelta Anna come “mamma più bella” sembra essere il fatto che scatena scompiglio nella storia della famiglia Michelucci, dando il via ad una serie di eventi.

Anni dopo Bruno Michelucci (Valerio Mastrandrea) professore di mezz’età trasferitosi a Milano, viene improvvisamente richiamato a casa dalla sorella più giovane Valeria (Claudia Pandolfi), la quale gli comunica l’arrivo allo stadio terminale di una lunga lotta contro il cancro della madre Anna (Stefania Sandrelli). Bruno, seppur disinteressato, si convince a riallacciare una relazione con sua madre che aveva troncato molti anni prima.

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