La notte brava

Accade tutto in una notte. Due borgatari, Scintillone e Ruggeretto compiono un furto e subito dopo si fanno rubare i soldi da due prostitute. Dopo aver cercato inutilmente di rintracciare le occasionali compagne tentano di rifarsi con un altro furto: tentano di sottrarre una macchina fotografica da un’auto, ma interviene il proprietario con due amici e finisce in rissa. Tutti insieme, alla fine della lite, vanno a festeggiare nella villa del riccone vittima del furto. I due furfanti rubano ancora: si appropriano di duecentomila lire.

Un frammento di vita (violenta) quotidiana dei ragazzi di vita delle borgate romane: chi sono? Morti di fame; da dove vengono? Da luoghi dimenticati da Dio; che cosa pensano della loro vita e del loro futuro? Rubare, ammazzare, giocare, andare a puttane, mentire, e non avere preoccupazioni di nessun genere, tranne quella di riuscire a procurarsi quanto necessario per vivere alla giornata.

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Accattone

Vittorio Cataldi (Franco Citti), per tutti Accattone, vive sfruttando Maddalena (Silvana Corsini), una prostituta di una borgata romana. Quando la donna finisce in carcere, l’uomo, dopo il rifiuto della moglie di accoglierlo in casa, si mette alla ricerca di un’occupazione, ma finirà con lo sfruttare Stella (Franca Pasut), un’ingenua ragazza che costringerà a prostituirsi.

Se Vittorio Cataldi (a cui piace farsi chiamare “Accattone”) fosse nato borghese, avrebbe fatto beneficenza, se fosse nato fascista, sarebbe diventato partigiano, se fosse stato un americano, sarebbe diventato una star; ma è venuto al mondo per essere povero, solo, e criminale, e forse non è così vero che sarebbe diventato un brav’uomo se fosse vissuto in un ambiente migliore rispetto alle borgate romane.

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Il Vangelo secondo Matteo

La vita di Gesù (Enrique Irazoqui) dall’annunciazione da parte dell’angelo del Signore (Rossana DiRocco), alla crocifissione ed alla conseguente resurrezione, passando per il discorso della montagna, l’ultima cena ed altri punti salienti della storia.

Cosa serve per raccontare la più grande storia mai raccontata? Semplice: un magnifico testo di partenza, un pugno di attori sconosciuti, delle modeste scenografie, la colonna sonora di due divinità della musica classica, e la regia di un genio.

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Il fiore delle Mille e una notte

Ultimo capitolo della Trilogia della vita, e questa volta, si cambia la cultura di provenienza: non più europea, ma orientale. E la differenza è notevole, sia per il tipo di ambientazioni che per l’impostazione delle stesse storie, che si snodano in un modo completamente diverso dagli altri: non ci sono più libri o poemi da intellettuali in cui poter scavare trovando tante possibili interpretazioni, o dove sia possibile leggere le vicende con chiavi di lettura diverse, variabili dal cinico al pornografico o addirittura all’anarchico, e non è possibile semplicemente perché Le Mille e una notte non è nata come una raccolta di novelle a sfondo politico, sociale o religioso, ma come un semplice insieme di favole e di fiabe tramandate di generazione in generazione per secoli, contenenti la cultura e la bellezza di un popolo e di una cultura viva da millenni.

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I racconti di Canterbury

Geoffrey Chaucer, si sta recando a Canterbury per visitare il santuario del martire Tommaso Becket, ma durante il viaggio, nella locanda Tabard (una taverna vicino a Londra), incontra un gruppo di pellegrini, anch’essi diretti a Canterbury, e insieme cominciano una sorta di gioco, per passare il tempo. Questo, consiste nel raccontare due storie ciascuno, e quello che verrà giudicato il miglior cantore, riceverà un pasto omaggio nella prima citata taverna. Nel frattempo, Chaucer, scrive quanto viene narrato, e lo rimette insieme in un libro.

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Il Decameron

Primo capitolo della Trilogia della vita e, forse, la prima vera prova del fatto che Pasolini (se ci fossero ancora dubbi) sia stato il più grande regista italiano di quel periodo (ed il migliore in assoluto dopo Nanni Moretti). Non è che brilli tra le vette più alte raggiunte dal regista, ma è una delle tappe fondamentali del suo straordinario percorso di umanizzazione (seguita dalla mistificazione) delle abitudini aristocratiche e perbeniste della tanto odiata società tradizionale, uno sbeffeggiamento della civiltà sessuofobica e (falsamente) neo cattolica, quella dei preti che non si devono sposare e dei ragazzi che non devono fare pensieri impuri, pena l’inferno.

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