Il papà di Giovanna

Storia d’altri tempi. Gli anni della guerra che ormai ben conosciamo sono tanto lontani quanto vicini, i manicomi invece, sono, o meglio, erano una realtà cruda, complessa, quanto misteriosa. Ecco: essere pazzi e durante la guerra. Se questo non fa sfasciare una famiglia? Cos’altro lo può fare?

Bologna. Fine degli anni ’30. Michele Casali (Silvio Orlando) è insegnante presso l’istituto dove studia anche la figlia diciassettenne Giovanna (Alba Rohrwacher). Delia (Francesca Neri), sua madre, ha sempre avuto un rapporto distaccato dalla figlia, con la quale invece sembra aver instaurato un legame di dialogo, confidenza e fiducia col padre Michele, dimostratosi un padre amorevole e iperprotettivo. Forte spalleggiamento che non gli permette di accorgersi dei nascenti disturbi mentali della figlia, la quale presto si ritroverà in grossi guai con la giustizia.

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Il figlio più piccolo

Luciano Baietti (Christian De Sica) è uno spietato uomo d’affari che ha lasciato sua moglie Fiamma (Laura Morante) il giorno del loro stesso matrimonio. Pur avendo già due figli Paolo, il più grande, e Baldo (Nicola Nocella) quello più piccolo, non dà più alcuna sua notizia per molti anni. Alcuni anni dopo ritroviamo Paolo che odia suo padre con tutto se stesso, dato che, adesso che è milionario, non ha mai aiutato economicamente la sua famiglia che è molto in difficoltà. Fiamma, invece, sembra, nonostante il tempo trascorso, ancora in uno stato di stasi, attendendo il giorno in cui suo marito tornerà da lei. Baldo, poi, che è il figlio più piccolo, non lo è solo anagraficamente, ma sembra essere anche minorato con qualche piccolo problema di ritardo mentale. Adesso Luciano però è in bancarotta e rischia grosso col fisco, aiutato dall’ipocondriaco ragioniere Bollino (Luca Zingaretti), chiede a Baldo di fare il suo testimone, in seconde nozze, circuendolo, poi, per scagionarsi da i suoi guai fiscali e giudiziari.

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