Philip Marlowe, forse il detective privato del grande schermo più amato dalla critica, portato in scena diverse volte e con esiti sempre ottimi, interpretato da attori del calibro di Humphrey Bogart e Robert Mitchum, in film che più di una volta hanno segnato in modo indelebile il modo di fare cinema noir, sia per la narrazione che per la costruzione delle vicende (Il Grande Sonno è diventato una vera e propria pietra miliare del genere).
Questa volta però, alla regia c’è Robert Altman, e a dare il volto al personaggio, c’è Elliot Gould, ed è difficile poter pensare ad un banale poliziesco in stile ispettore Derrick, ispettore Brannigan, ispettore Callaghan e così via, e infatti non lo è: si parte con una scena in cui Marlowe viene svegliato dal gatto perché ha bisogno di mangiare, ma dato che ha finito le scatolette è costretto ad andare al supermercato per comprare quelle della marca Curry.


