Alien

alien-locandinaQuesto di Ridley Scott (qui alla seconda regia) è uno di quei cult intramontabili, la cui fama mi ha sempre lasciato un po’ interdetto. Non metto in dubbio che sia un film suggestivo, dotato di una tensione penetrante e claustrofobica, creata non con il sangue o con la violenza, ma con l’oscurità, il non vedere il mostro, l’essere sempre circondati dal dubbio di non essere soli, o non con chi vorremmo essere, ma aspettiamo un secondo e riflettiamo, prima di dire che è un capolavoro.

Innanzi tutto, cominciamo a parlare della storia: un cargo spaziale, appartenente ad una ricca multinazionale, sta ritornando sulla Terra, quando viene fermato da un messaggio di soccorso. L’equipaggio, formato da Dallas, Ripley, Parker, Lambert, Brett, Kane e Ash, scende sul pianeta da cui proviene il segnale e li, trovano un’astronave aliena; all’interno di essa, Kane trova una distesa di uova e, mentre le sta osservando, una di esse si “schiude”; da questa esce fuori una specie di ragno, che si attacca alla faccia del povero malcapitato, che subito entra in una sorta di coma.


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Black Hawk Down

black-hawk-down-posterRidley Scott, parlando degli ultimi tempi, è uno dei registi americani più sopravvalutati. In fondo, quali meriti reali ha? E’ vero, ha iniziato la carriera con un film splendido che non ha avuto successo (e mi riferisco a I duellanti) o che, in ogni caso, non verrà ricordato come il più roseo degli inizi; è altrettanto vero che il regista di Blade Runner, che rimane ad oggi il suo migliore di un’importanza quasi fondamentale per lo stile di narrazione, ma poi? Sull’importanza del tanto decantato Alien, ho dei seri dubbi, dopo tutto (per quanto possa piacere) ha il solo merito di avere dei buoni effetti visivi (per altro neanche tra gli apici dell’epoca), per il resto, è un puro e semplice blockbuster, che non fa più neppure molta paura; poi cosa abbiamo? Due discreti polizieschi (carini e nulla più), un fantasy di serie B (anche se carino), una serie di filmucci in pieno stile anni Novanta ed uno dei più grandi falsi storici di tutti i tempi (che clamorosamente è stato scambiato dalle masse per un capolavoro quando è solo una spettacolarizzazione della vendetta), da qui in poi, cambierà qualcosa, per cui i suoi film non avranno più uno stile personale ma saranno, invece, puramente accademici, lavorini svolti per portarsi a casa un po’ di quattrini, dove non si sbilancia e non si arrischia in nulla.

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