Il principe cerca moglie

Il Principe di Zamunda,  Akeem (Eddie Murphy), dopo aver compiuto i 20 anni di età, è costretto da una tradizione familiare a sposarsi con una donna nata ed educata per servire e assecondare lo stesso principe. Akeem, rispettando le usanze, vede per la prima volta la sua futura sposa il giorno stesso del suo matrimonio, durante la cerimonia. Il ragazzo non ne rimane compiaciuto, non per il suo aspetto ma per il semplice fatto di sentirsi costretto a sposare qualcuno che in realtà non conosce. Decide così di partire per gli Stati Uniti alla ricerca di una moglie vera, usando una scusa per convincere suo padre a farlo partire.

Una commedia di quelle che fanno la storia, brillante, frizzante e piena di idee. Era l’anno 1988 e Eddie Murphy riusciva a tramutare in oro tutto quello che toccava.

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Pulp Fiction

pulp_fiction_posterQuesta pellicola, ad ogni sua visione, mi ha sempre lasciato in testa una domanda : il fatto che un film faccia ridere o che sia divertente, lo rende un capolavoro?

Per anni ed anni questo è stato considerato (e continua ad essere considerato), sia dai critici, che dal pubblico, un grandissimo film, addirittura il Times lo ha eletto il migliore degli anni Novanta, e Tarantino, dopo l’enorme successo del suo esordio (Le Iene), è stato messo nell’Olimpo dei registi moderni, tanto che molti lo hanno cominciato a considerare un genio; ma è possibile (e con questo non voglio assolutamente fare il puntiglioso) che un regista che, da quando ha cominciato a fare film, non ha fatto altro che copiare spudoratamente gli altri e se stesso, solo perché ha “usato dei dialoghi <geniali>” nelle sceneggiature, venga messo tra i cento, ripeto, CENTO, registi più grandi di tutti tempi? Questa “ardua” decisione, spetta alla massa, io francamente ho dei seri dubbi che tutto ciò possa essere considerato giusto.

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Black Snake Moan

black-snake-moan“Per salvare la sua anima, dovrà salvare quella di lei.”

E’ stato pubblicizzato così e penso che vada benissimo.

Titoli di testa in giallo e musica iniziale “schitarrante” ci ricordano un’atomsfera un po’ Pulp, che ci fanno ben sperare in un certo tipo di avvicendamento per questo tipo di film che, alla fine, pulp non è affatto, trascinandosi via anche i buoni propositi in fatto di ritmo.

Lazarus “Laz” (Samuel L. Jackson) è un uomo di fede tradito e lasciato dalla moglie e cui non ha mai perdonato un aborto. Rae (Cristina Ricci) giovane e bella sta con Ronnie (il mai del tutto deludente Justin Timberlake), un soldato che però è appena partito per combattere in medioriente. Nonostante l’evidente dolore di Rae nel vedere partire il suo uomo per la guerra, poche ore dopo è già ad una festa, poco vestita e molto impasticcata di chissà quali acidi. Fatta com’è, in poche ore va a letto, o meglio, sull’erba, con uno sconosciuto e rifiuta un amico del suo ragazzo, che però non sopporta il no e la derisione e la pesta. Probabilmente credendola morta la lascia sul marciapiede. La mattina seguente Laz la trova davanti a casa sua e la porta in casa per curarla.

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