Caos calmo

Pietro Paladini (Nanni Moretti), un importante dirigente di un network, salva una donna che sta annegando in mare (Isabella Ferrari), ma quando ritorna a casa, scopre che la moglie si è suicidata. Tutti in torno a lui lo aiutano a superare lo shock, ma Pietro, non sembra risentire del tragico avvenimento, reagisce con tranquillità, come se niente fosse, e lo stesso fa la figlia di dieci anni Claudia (Blu Yoshimi), che dopo un primo momento di tristezza continua la sua vita con molta normalità. Per Pietro comincia così un periodo di profonda confusione che lo porta ad ignorare la fusione che sta per avvenire tra il suo network ed un altro americano controllato da uno dei più importanti capitalisti del mondo (Roman Polanski).

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Aprile

L’Italia ha fatto tornare la destra al governo, la Lega Nord sta tentando di intraprendere la secessione della Padania dal resto del paese, i politici sembrano i protagonisti di un film comico, e Nanni Moretti (se stesso) è deciso a girare un documentario sulla grande confusione che sta affliggendo il territorio. Allo stesso tempo, però, si è estremamente stancato della politica che sta gettando tutto alla malora, e quindi vuole fare un musical su un pasticcere. Ma la vera sfida per lui, sarà il figlio che sta per nascere.

“La sera del 28 marzo 1994, quando vinse la destra, per la prima volta in vita mia mi feci una canna” e Moretti afferra un cannone di hashish tirato fuori da non si sa dove e comincia a tirare osservando impassibile il televisore.

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Il papà di Giovanna

Storia d’altri tempi. Gli anni della guerra che ormai ben conosciamo sono tanto lontani quanto vicini, i manicomi invece, sono, o meglio, erano una realtà cruda, complessa, quanto misteriosa. Ecco: essere pazzi e durante la guerra. Se questo non fa sfasciare una famiglia? Cos’altro lo può fare?

Bologna. Fine degli anni ’30. Michele Casali (Silvio Orlando) è insegnante presso l’istituto dove studia anche la figlia diciassettenne Giovanna (Alba Rohrwacher). Delia (Francesca Neri), sua madre, ha sempre avuto un rapporto distaccato dalla figlia, con la quale invece sembra aver instaurato un legame di dialogo, confidenza e fiducia col padre Michele, dimostratosi un padre amorevole e iperprotettivo. Forte spalleggiamento che non gli permette di accorgersi dei nascenti disturbi mentali della figlia, la quale presto si ritroverà in grossi guai con la giustizia.

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Un confronto tra genitori e figli, che viene  narrato da Nina (Chiara Paserelli) una ragazza 14 enne che durante un compito in classe di italiano, dato dal suo professore Alberto (Michele Placido), racconta le vicende della sua famiglia disastrata e di tutte quelle sensazioni che prova durante la delicata fase dell’adolescenza. Il titolo del tema è appunto “Genitori e figli: istruzioni per l’uso”.

Una commedia semplice senza troppe pretese, che ha il merito di raccontare quelle che sono le generazioni di oggi, e in particolare le famiglie di oggi, composte ad esempio, tra i tanti, da Luisa (Luciana Littizzetto) e Gianni (Silvio Orlando) che ascoltiamo urlare dalle nostre finestre di casa più o meno tutti i giorni.

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La Stanza del Figlio

Non si esce bene dalla visione di questo film, non perché sia particolarmente strappalacrime, ma solo perché mette in risalto degli aspetti di verità che non ci si aspetterebbe.

La storia è molto semplice: una famiglia molto unita, viene sconvolta da un trauma enorme come la perdita di uno dei figli. Ma, in fondo, si può davvero definire semplice? Quello che Moretti modifica per portare ad un suo ideale livello di lavorazione, è un tema eterno, sviluppato con una potenza narrativa inimmaginabile: il dolore.

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Palombella Rossa

palombella-rossa1989, dopo ventotto anni, dopo la guerra fredda, il Vietnam, le rivolte degli studenti, il pacifismo e tutto, il resto, dei cittadini di Berlino Est (moltissimi), dopo uno speciale permesso inoltrato dal governo, si recano nell’ovest, accolti a braccia aperte da quelli che un tempo erano i loro compaesani, vengono loro offerti cibo e birre gratis, e nei giorni successivi, abbatteranno il celeberrimo muro, con foga e convinzione, attirando l’attenzione di tutto il mondo, e con la barriera alta più di tre metri, a breve, crollerà anche l’URSS; dopo tutto ciò che è accaduto dalla Seconda Guerra Mondiale fino a quel momento, resterà nella storia come la più grande ed inutile corsa agli armamenti di tutti i tempi, costata milioni di dollari a tutte le nazioni che vi hanno preso parte ed infine conclusasi con la disfatta dei Russi per “mancanza di umanità”.

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