C’eravamo tanto amati

Quella di Scola è un’operazione piuttosto atipica per il cinema di quegli anni sia per un fatto di stile che per i toni con cui viene narrata (un tipo di stile che è stato ritirato fuori negli ultimi tempi, anche se con risultati estremamente scarsi): l’ironia è la stessa tragedia.

Invece di piangere disperati, i protagonisti, ridono sopra alle loro disgrazie, sui problemi politici, sentimentali e stupidi che hanno portato la fine della loro amicizia, sulla loro sfortuna e sulla loro fortuna (Gassman avrebbe preferito morire durante la guerra circondato dai suoi amici che dicono afflitti “Era il migliore di tutti noi”, piuttosto vivere che nel lusso e nella solitudine) e sulle mille catastrofi che li circondano sia attivamente che passivamente.

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