Incontri ravvicinati del terzo tipo

E’ proprio vero che gli anni Settanta, quelli della New Hollywood, sono stati tra i più floridi della storia del cinema, e la carriera di Spielberg, ne è una dimostrazione eccellente: cominciata con dei capolavori, nell’arco di tempo dal 1971 al 1977, e proseguita in discesa con dei momenti di risalita ma ben poche cose che, effettivamente, c’erano da dire.

Ma in questa vita impregnata di cinema nel profondo, e caratterizzata da alti e bassi come raramente capita di vedere tra i registi di fama, ci sono stati dei momenti, dei guizzi di sentimento, che andavano oltre a qualsiasi altra cosa, che rientravano di diritto tra i momenti più straordinari e particolari a cui uno spettatore potesse sperare di assistere, e che hanno portato alla realizzazione di opere immortali e fuori dal comune.

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I Goonies

Va bene, Michael Jackson non è mai venuto  a casa mai a fare la cacca, ma sua sorella si!”

Un gruppo di amici sta per passare la loro ultima estate insieme, sono infatti costretti a traslocare perchè le famiglie non riescono a saldare dei debiti economici con degli imprenditori che vogliono far vendere le loro case. ” I Goonies” il nome della loro piccola banda, si trova casualmete a cercare in una scatola nella soffitta del padre di Mikey (Sean Astin) e, tra le varie cianfrusaglie, trovano una mappa molto antica, che li porterà alla ricerca di un antico tesoro, e in un avventura, che ne’ noi, ne’ loro, scorderemo tanto facilmente.

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Minority Report

C’è un tizio, John, (per la precisione uno sbirro) a cui è sparito il figlio, che è stato abbandonato dalla moglie e che, dopo il primo tragico evento e ritenendosi totalmente responsabile di non aver protetto il sangue del suo sangue, comincia a drogarsi.
Nella centrale di polizia dove lavora, viene utilizzato un nuovo sistema di investigazione, che consente ai poliziotti di prevenire i crimini, soprattutto gli omicidi (non per nulla, la loro unità si chiama PreCrimine), attraverso l’ utilizzo dei Precog, degli esseri umani nati con una mutazione del cervello causata da droghe utilizzate dai genitori.

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Il Colore Viola

Dell’esistenza di Duel in pochi se ne sono accorti, eppure fece di Spielberg un talento emergente incompreso, Lo Squalo invece fu il botto che lo trasformò da maniacale cineasta a Dio del pantheon olimpico della New Hollywood anni settanta, Incontri ravvicinati del terzo tipo lo consacrò definitivamente come un cuore sognante in grado di spaventare e di far commuovere, gli Indiana Jones funsero da esercizio di stile, puri blockbuster come si facevano una volta, fusi ad una narrazione moderna e ad un budget spaventoso… insomma, un bambino che era rimasto impressionato dalla visione di film per tutta la sua vita, ne era diventato un diretto produttore gigantesco, padrone di un industria filmica in grado di accontentare tutti, da i più volgari consumatori di spara tutto ai più schizzinosi criticoni della vecchia scuola.

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Lo Squalo

Quanti titoli vengono in mente pensando ai film sugli animali feroci (ma anche normalmente innocui) che sono stati fatti nel tempo? Difficile dare un numero preciso, se si riflette poi sul fatto che gli esseri viventi presenti sul globo sono una discreta quantità… si vedono in giro per i canali del televisore, spesso di notte, spesso all’apice del trash, i cui protagonisti “cattivi” variano da serpenti geneticamente modificati o mortalmente radioattivi (predatori letali, anaconde, pitoni, ecc.) a orche che seminano morte tra i ghiacciai dell’Artide o tra le spiagge a tutto Sole della California (il classico è L’ orca assassina), da formiche indistruttibili che si uniscono per formare un esercito gigantesco contro di noi ad api killer che ci fanno fuori con il loro letale veleno, da vermi giganti immaginari o verosimili che risucchiano le persone da sottoterra a ragni enormi, organizzati e pronti a farci a pezzi; ci sono poi delle piccole variazione sul tema, come i leoni, i calamari giganti, le piovre e chi più ne ha più ne metta; ed infine, ci sono i più gettonati tra le creature “maligne” e sanguinarie che popolano il nostro immaginario, e cioè i coccodrilli (da Quel motel vicino alla palude, a Lake Placid, da Crock ad alcune sequenze di Jumanji e così via) e gli squali, con particolare preferenza per questi ultimi.

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Schindler’s List

La prima regola del cinema hollywoodiano impegnato (e non solo ovviamente) è la spettacolarizzazione. Non importa quanto grandi ed importanti siano stati gli avvenimenti a cui fanno riferimento, né le conseguenze che hanno causato, né tanto meno quello che hanno detto, o fatto, o anche scritto (tra Primo Levi, che è tra i più ricordati, e gli altri, fra i quali preti di tutte le fedi e di varie nazioni, russi, ebrei e tedeschi stessi) le importanti (o anche semplici) personalità che vi hanno assistito e partecipato, sia da vittime che da carnefici. La cosa fondamentale, è che l’operazione finale (sia per il successo di pubblico che di critica) risulti commovente nella sua falsità, ruffiana nel suo essere (falsamente) obbiettiva, romanzata a più non posso nonostante la pubblicità “semi – documentaristica” fattagli intorno e, soprattutto, ben realizzata esteticamente in modo da risultare un grande film.

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