Schindler’s List

La prima regola del cinema hollywoodiano impegnato (e non solo ovviamente) è la spettacolarizzazione. Non importa quanto grandi ed importanti siano stati gli avvenimenti a cui fanno riferimento, né le conseguenze che hanno causato, né tanto meno quello che hanno detto, o fatto, o anche scritto (tra Primo Levi, che è tra i più ricordati, e gli altri, fra i quali preti di tutte le fedi e di varie nazioni, russi, ebrei e tedeschi stessi) le importanti (o anche semplici) personalità che vi hanno assistito e partecipato, sia da vittime che da carnefici. La cosa fondamentale, è che l’operazione finale (sia per il successo di pubblico che di critica) risulti commovente nella sua falsità, ruffiana nel suo essere (falsamente) obbiettiva, romanzata a più non posso nonostante la pubblicità “semi – documentaristica” fattagli intorno e, soprattutto, ben realizzata esteticamente in modo da risultare un grande film.

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