Uccellacci e uccellini

Di Uccellacci e uccellini si capiranno si e no due battute, o almeno si potranno trovare attinenti al senso comune della realtà, perché tutto il resto viene completamente pervaso da metafore, ma neanche, da veri e propri paradossi e da bizzarre allegorie, messe in scena al limite della follia. Ma tutto ciò, è il mezzo con cui Pasolini tenta di raccontarci, attraverso i suoi occhi ed il suo pensiero, la visione funebre che avremmo potuto avere in quegli anni di caos.

Si potrebbe pensare che sia strano farlo con toni scherzosi, ma come verrà fuori anche in seguito, la commedia è un ottimo genere per raccontare l’attualità oppure, come in questo caso, un’iperbole della realtà (lo si vedrà anche con la trilogia della vita); perché, in effetti, quello che viene mostrato è un possibile risultato dell’evoluzione del governo italiano (la vicenda si svolge nel 2000, come ci ricorda il “protagonista”), ma è difficile inquadrare un vero significato di fondo ed anche una reale dimensione temporale, perché si passa, in pochi minuti, da un momento in cui è già in commercio una crema anticoncezionale (quella che Totò scambia per un unguento contro i calli), al funerale di Togliatti.

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