Semplicemente l’opera definitiva di Nanni Moretti, che utilizza per la quarta volta il suo alter ego Michele Apicella per narrarci lo sconforto della vita di tutti giorni e il suo modo di vedere il mondo portato ad una fatale saturazione.
Il personaggio che ne viene fuori non è più l’isterico ed insopportabile bambinone di Ecce Bombo e di Io sono un autarchico, né l’improvvisato genio incompreso di Sogni d’Oro, ma un malato e pervertito psico giudice in giacca azzurra, che possiede decine di paia di scarpe tutte uguali nel suo pulitissimo armadio e tutti completini ordinati da indossare a seconda delle occasioni.


