Giulietta degli spiriti

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Giulietta (Giulietta Masina), è una donna dell’alta borghesia, che sospetta che il marito (Mario Pisù), la tradisca. I sospetti vengono confermati quando assume dei detective privati, che lo colgono sul fatto. Per risolvere il problema, Giulietta, prima si rivolge ad un veggente indiano, e poi tenta di instaurare un dialogo con il marito e con la sua amante.

8 ½ senza Fellini ma “accompagnato” da Fellini, ecco cos’è Giulietta degli spiriti. Il regista sente il bisogno di uno sfogo stilistico, di una fuga da quel mondo da incubo che è la realtà per potersi rifugiare in un universo del privato e della personalità assolutista.

Ma senza una faticosa e sofferta auto analisi (come fu appunto 8 ½) che porterebbe invece ad un racconto terreno e reale, quanto meno parziale, per poter parlare di qualcosa che viene modellata dal tempo e da ciò che circonda essa, soppiantando di conseguenza quello che è il reale obbiettivo di Fellini: mostrare la bellezza dell’astrazione attraverso la veridicità dei sogni (unico vero mezzo per individuare una qualsivoglia bellezza terrena e pseudo mondana che, proprio perché astratta, non è identificabile se non nel sogno).

E per fare questo, non può di certo essere usata una personalità consapevole e disillusa (per quanto apparentemente ottimista) come la sua, è meglio invece utilizzarne una che non ci è mai appartenuta fino in fondo, una di cui si è sempre saputo ciò che si nascondeva solo in parte, una che già è stata mostrata sul grande schermo e che, quindi, stimolerà di più l’immaginazione del pubblico.

In parole povere, una personalità completa che il regista ha seguito per un po’ nel suo percorso, ma di cui decide di prendere solo l’immagine: niente meno che Giulietta Masina.

E dopo un po’, quando arriva in mezzo alla vicenda anche Sandra Milo, ed il marito comincia a mettere le corna alla protagonista, ci si rende conto che, sotto la superficie, non si tratta di un semplice esercizio di stile… Con il senno di poi, osservare questa vicenda, ha anche delle venature comiche, e quasi splendidamente enigmatiche: dopo aver saputo che Fellini, sotto la superficie da tassellino del mosaico dei ricconi hollywoodiani, era in realtà innamorato della Milo, ed in possesso di una spiritualità ancor più grandiosa e malinconica di quanto si potesse immaginare, film come La strada e I vitelloni, appaiono ancora più vivi di quanto già non siano, opere completamente personali come 8 ½ appaiono ancor più sofferte e consapevoli, e un’operazione come Giulietta degli spiriti, assume tutta l’aria di una confessione.

Che la Masina lo sapesse o meno, Fellini utilizza la sua minuta figurina, che vaga un po’ dappertutto per il film, per parlare di tutt’altro, fa credere al mondo di immedesimarsi in sua moglie, ma in realtà, tra le righe, ne prende lentamente le distanze, distaccandosi dolorosamente, ma sempre con una leggerezza invidiabile, dal mondo e dai suoi eterni problemi, e quello che all’apparenza potrebbe sembrare un banale autocompiacimento, si tramuta in una mappa con chiavi di lettura multiple, sui desideri, sull’assenza di consapevolezze terribile, sui ricordi, su ciò che si è sempre voluto, ma che non abbiamo mai ottenuto.

Poi (e va sottolineato), oltre ad un suo ennesimo punto di vista, il regista ci fa anche una leggera (ma neanche tanto) premessa su ciò che sarà il suo maggiore cinema d’ora in poi: quello delle immagini sfarzose, dei costumi, del teatro, e della bellezza.

Se si vuole anche scavare oltre, ci si può anche vedere un certo “anticonformismo nei confronti dell’anticonformismo”, che può essere individuato come banale conformismo, o come qualcosa a se: Fellini utilizza la borghesia per parlare del suo mondo, e se ne identifica, con malinconia, ma anche con aperta felicità, quindi, ai posteri l’ardua sentenza.

In ogni caso, non è che vedere le turbe amorose di un regista possa interessarmi troppo, però, come avviene spesso con Fellini, Giulietta degli spiriti è un film che, nella sua evidente vena malinconica, riesce a mettere di buon umore.

Humor
Ritmo
Impegno
Tensione
Erotismo
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